Stati Uniti: giornata nazionale a sostegno dei “Dreamers”. Mons. Vásquez, “fanno parte del tessuto sociale del nostro Paese”

“Questi giovani fanno parte del tessuto sociale del nostro Paese, delle nostre Chiese e delle nostre Sinagoghe”. Così mons. Joe S. Vásquez, presidente della Commissione per le migrazioni della Conferenza episcopale statunitense, spiega il perché della giornata nazionale a sostegno dei “Dreamers” promossa per oggi dalla Conferenza episcopale degli Stati Uniti. Una vera e propria mobilitazione nazionale a favore dei giovani giunti bambini nel Paese, a seguito di genitori privi di documenti, e che il 6 marzo rischiano la deportazione, se il ramo legislativo del governo non approverà una norma a loro tutela. La campagna “Call-in Day for the Protection of Dreamers” prevede che ogni cittadino chiami un senatore e un deputato, rappresentativi del proprio Stato, per sollecitare una legge bipartisan che definisca la posizione legale dei “sognatori”, soprattutto dopo che il presidente Trump ha sospeso il Daca, il programma di protezione voluto dalla precedente presidenza, che ha consentito a un milione e 800mila giovani di uscire dallo stato di clandestinità e frequentare regolarmente una scuola, lavorare e prestare servizio nell’esercito. Giovani che “sono leader nelle università e nelle parrocchie e contribuiscono alla nostra economia e alla difesa militare”, aggiunge mons. Vásquez, secondo cui “davanti a noi c’è un problema urgente ed è nostro dovere morale proteggerli perché, ora vivono nella costante paura di essere separati dalle famiglie e di ritrovarsi in paesi sconosciuti in balia di povertà e violenza”.

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