PyeongChang 2018: mons. Sánchez de Toca, “possibile la creazione di una relazione stabile tra Santa Sede e Comitato olimpico internazionale”

Per la prima volta, una delegazione della Santa Sede, invitata formalmente dal Comitato olimpico internazionale e guidata dal sottosegretario del Pontificio Consiglio della cultura (Pcc), mons. Melchor Sánchez de Toca, ha assistito ufficialmente alla cerimonia di inaugurazione dei Giochi olimpici invernali a PyeongChang, ed anche, in qualità di osservatori, dal 5 al 7 febbraio ai lavori della sessione olimpica che l’ha preceduta. “Il carattere ufficiale della nostra presenza a PyeongChang – spiega in un’intervista al Sir mons. Sánchez de Toca – rafforza la reciproca collaborazione già in atto e va nel senso della creazione di una relazione stabile. Nulla impedisce di firmare in futuro un accordo permanente – probabilmente attraverso il Pontificio Consiglio della cultura – che regoli la cooperazione tra Santa Sede e Cio, che non è un organismo intergovernativo ma il cui peso è indiscutibile essendo il massimo organismo dello sport mondiale”. Tra i temi trattati alla sessione le sanzioni al Comitato olimpico russo per la sistematica manipolazione dei controlli antidoping degli atleti ai Giochi di Sochi; l’agenda olimpica 2020 che cerca di rendere la realizzazione Giochi più snella, sostenibile, trasparente, vicina alla cittadinanza; la parità delle donne nelle competizioni e negli organi di governo. Dal 6 al 18 ottobre si svolgeranno a Buenos Aires i Giochi olimpici della Gioventù che “hanno per noi un significato particolare: perché a Buenos Aires e perché in concomitanza con il Sinodo dei vescovi dedicato ai giovani in programma dal 3 al 20 ottobre a Roma”, spiega Sánchez de Toca. “Saremo presenti all’appuntamento argentino – annuncia – con un piccolo convegno al quale stiamo lavorando con il Cio sul tema fede e sport, un approccio interreligioso”.

 

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