Amnesty International: Rapporto 2017, politici promuovono fake news per manipolare l’opinione pubblica mentre attaccano la libertà d’informazione

La tendenza di importanti leader a promuovere “fake news” per manipolare l’opinione pubblica e gli attacchi a organismi di controllo sui poteri, mostrano che quest’anno la libertà d’espressione sarà un terreno di battaglia per i diritti umani. È quanto sostiene Amnesty International, presentando oggi il “Rapporto 2017-2018. La situazione dei diritti umani nel mondo”. Per Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International, “nel 2018, non possiamo dare per scontato che saremo liberi di radunarci per protestare o criticare i nostri governi: prendere la parola sta diventando sempre più pericoloso”. Stando ai dati comunicati da Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia, “nel 2017 almeno 312 sono stati gli attivisti uccisi, soprattutto in America Latina, e almeno 262 giornalisti sono finiti in carcere per motivi legati allo svolgimento del proprio lavoro (in Messico, addirittura, 11 di loro sono stati assassinati)”. Secondo il Rapporto, le più grandi carceri per i giornalisti sono state Turchia, Egitto e Cina, il Paese dove il Nobel per la pace, Liu Xiaobo è morto dopo essere stato imprigionato anni prima per aver criticato il governo. Anche Amnesty International ha dovuto fare i conti con la restrizione delle libertà imposte dai governi: ha subito minacce al suo lavoro in Ungheria e ha visto l’arresto senza precedenti del suo presidente e della sua direttrice in Turchia. Per Shetty, “i governi pensano di poter dichiarare caccia aperta all’attivismo per i diritti umani: possono chiudere quotidiani, sminuire il lavoro dei giudici e incarcerare attivisti ma noi rifiutiamo di rimanere in silenzio”. “Se il leggendario attivista cinese Liu Xiaobo ci ha insegnato qualcosa – aggiunge – è che dobbiamo dire la verità in faccia al potere proprio quando pare impossibile farlo”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo