Amnesty International: Rapporto 2017, governi devono risolvere le profonde ingiustizie che sono alla base dei movimenti di protesta

Per milioni di persone nel mondo è sempre più difficile accedere a beni e servizi fondamentali come l’alloggio, il cibo e le cure mediche. Se i governi non affronteranno e risolveranno le cause di fondo della povertà e della disuguaglianza, si rischieranno rivolte ancora più ampie. È quanto sostiene Amnesty International, che oggi presenta il “Rapporto 2017-2018. La situazione dei diritti umani nel mondo”. “Persone di ogni parte del mondo – denuncia Salil Shetty, segretario generale dell’organizzazione – sono costrette a vivere un’esistenza intollerabile perché sono private dell’accesso a un livello adeguato di cibo, acqua potabile, cure mediche e luoghi di protezione. Se si negano questi diritti, si alimenta una disperazione senza fine”. “Dal Venezuela all’Iran – aggiunge – stiamo assistendo a un’impressionante diffusione di malcontento sociale”. Per Amnesty International, invece di “cercare di zittire le persone che osano prendere la parola, i governi dovrebbero ascoltare le loro ragioni e attenuare le limitazioni agli organi d’informazione, alla società civile e ad altri organismi di controllo dei poteri”. “Numeri sempre maggiori di persone si attivano per chiedere giustizia”, osserva Shetty, per il quale “se i leader non riconosceranno i motivi che spingono le loro popolazioni a protestare, sarà la loro rovina. Le persone hanno reso abbondantemente chiaro che vogliono i diritti umani: sta ai governi mostrare di saperle ascoltare”.

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