Università: mons. Leuzzi (Teramo), “deve rispondere alle sfide di oggi con il ‘saper agire’”

Mons. Lorenzo Leuzzi, vescovo di Teramo-Atri

“Di fronte alle attese dell’Europa, l’università non può trasformarsi in un centro professionale seppure di alta formazione. Deve allargare il proprio orizzonte al ‘saper agire’ e creare professionisti in una realtà storica che non c’è ma che deve farsi”. Lo ha detto mons. Lorenzo Leuzzi, vescovo di Teramo-Atri, e per 5 anni vescovo ausiliare per la pastorale universitaria della diocesi di Roma, intervenuto questa mattina all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Europea di Roma. Una riflessione, la sua, pronunciata sul tema “Il ruolo dell’università nella costruzione dell’Europa” e che parte dalla costatazione dell’incapacità dell’Europa di “garantire una nuova sintesi tra popolo e società”. “Non riesce a trovare la soluzione alla richiesta del cambiamento d’epoca. Oggi è chiamata a superare la nostalgia del passato, accogliendo la sfida di una nuova sintesi progettuale e dinamica”. Una crisi che riguarda anche l’università: “Non va addebitata a nuove sfide ma all’aver abbandonato il metodo realistico in favore del metodo idealistico, che non è in grado di comprendere il saper agire e una progettualità”. Secondo il presule, in questo scenario “l’università ha cercato di rispondere col ‘saper essere’ e con il ‘saper fare’, ma deve ripartire col ‘saper agire’”. “È stata riduttiva la trasformazione degli atenei in senso professionale – ha spiegato -. La dimensione culturale deve allagare il proprio orizzonte al saper agire”. In quest’ottica, “il cristianesimo può servire la nuova missione delle università in Europa”.

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