Tribunale ecclesiastico regionale emiliano: don Casini (vicario giudiziale), “circa cento cause sentenziate all’anno”

Si è aperto oggi, a Modena, l’anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico regionale emiliano. Il vicario giudiziale, don Sergio Casini, ha ricordato che “non sono state presentate, al momento, cause da trattare secondo la forma del processo più breve, o per la mancanza dell’evidenza della nullità o per la mancanza di accordo fra le parti”. Nel commentare i dati, il vicario giudiziale ha evidenziato che “si rileva una sostanziale stabilizzazione del numero di cause introdotte, negli ultimi cinque o sei anni. La variazione più rilevante è rispetto al primo decennio del nuovo millennio: in questo secondo decennio le cause si sono sostanzialmente dimezzate: da circa 200 a circa 100 sentenziate ogni anno. La durata media delle cause si attesta intorno ai 400 giorni, diminuita negli ultimi due anni ma non tornata al livello degli anni precedenti”. In particolare, nel 2017 sono state 123 le cause pendenti dall’anno precedente, 115 le nuove, 238, 110 quelle definite con sentenza affermativa o negativa, 3 quelle abbandonate o sospese, 113 quelle espletate completamente, 125 quelle pendenti a fine anno quelle trattate complessivamente.
Secondo don Casini, “assai spesso la litigiosità delle parti rende difficile individuare la verità con la dovuta celerità. La questione del conflitto fra i coniugi, che si prolunga anche durante il processo per accertare l’eventuale nullità del matrimonio, evidenzia che l’elaborazione del fallimento del proprio matrimonio non è impresa facile e a volte nemmeno la sentenza, con il suo contributo di verità, sortisce effetti pacificanti”. “I principali motivi di nullità – ha aggiunto il sacerdote – restano quelli relativi alla simulazione del consenso, il rifiuto della prole e dell’indissolubilità del matrimonio, e quelli relativi all’incapacità di emettere un valido consenso “.
La prolusione è stata affidata all’avvocato rotale Paola Buselli Mondin, sul tema “Il processo di nullità matrimoniale tra pastorale familiare e giurisdizione civile. Come coordinarsi?”.
“La vera svolta nella dottrina del matrimonio fu durante il Concilio, nella definizione che ne dà Gaudium et Spes, per passare da una visione segmentata a una ricerca di integrazione, a una visione personalista del matrimonio, che porta la possibilità di accompagnare, discerne, integrare da parte di diverse discipline la stessa situazione. Questo grazie all’introduzione della parola amore”, ha sottolineato il vescovo di Modena-Nonantola, mons. Erio Castellucci, moderatore del Tribunale ecclesiastico.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa