Spoleto: intimidazioni sacerdote in prima linea nella difesa degli immigrati. L’arcivescovo, “clima di tensione e intolleranza”

“Un fatto grave che manifesta il clima di tensione e d’intolleranza che avvolge la nostra società”. Così mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia, commenta la notizia delle intimidazioni subite da don Gianfranco Formenton, parroco di S. Martino in Trignano, S. Angelo in Mercole e Montemartano, in prima linea nella difesa degli immigrati. “Nel pomeriggio del 16 febbraio scorso – riferisce la diocesi in una nota – delle persone hanno fatto irruzione nella canonica di don Formenton, mente era impegnato nella benedizione delle famiglie. Il sacerdote al rientro ha trovato la casa a soqquadro. All’inizio ha pensato a dei ladri, ma sono bastati pochi minuti per fargli cambiare idea: i soldi c’erano, il computer pure, così come altri oggetti, alcuni di valore, della parrocchia. Poi alcuni indizi che fanno pensare a delle intimidazioni al presbitero e non a un ‘comune’ furto: un calice spezzato a metà e la Bibbia scaraventata a terra. Motivo? Probabilmente a qualcuno danno fastidio le omelie e un’azione pastorale a favore dei poveri e degli immigrati; da ultimo la condanna a quanto accaduto a Macerata”. Per l’arcivescovo, “fatti del genere, che sanno d’intimidazione, non impediranno alla Chiesa di proseguire con libertà e verità l’annuncio del Vangelo e l’accoglienza e il sostegno di ogni forma di povertà”. Il parroco, dopo alcuni giorni di silenzio per riflettere su quanto accaduto e permettere ai Carabinieri di condurre con tranquillità le prime indagini, ha deciso di raccontare il fatto. “Naturalmente – fa sapere la diocesi – è preoccupato, anche perché la canonica di S. Angelo in Mercole è isolata dal resto della parrocchia, ma intende continuare a svolgere la sua missione senza fare passi indietro, convinto ancora di più che, come ricorda papa Francesco, ‘il cristianesimo non è un prontuario di buone regole e precetti da seguire. Il cristianesimo è la carne di Cristo che si piegava sui poveri per accoglierli’”.

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