Salute mentale: don Angelelli, “creare reti sul territorio e promuovere un Open day nazionale”

“Creare una rete di conoscenza verso l’interno e verso l’esterno, altrimenti in questo nostro senso di umiltà rischiamo di mancare un obiettivo di testimonianza; far sì che le reti che riusciamo a realizzare tra di noi diventino reti sul territorio, reti di prossimità; promuovere un Open day nazionale”. Sono le proposte formulate da don Massimo Angelelli, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, a conclusione del seminario “Tra segregazione e accoglienza: accolti.it. Per un progetto nazionale per l’accoglienza della disabilità psichica”, promosso dallo stesso Ufficio e dal Tavolo nazionale per la salute mentale nell’ambito della prima giornata del XXII Congresso nazionale della Società italiana di psicopatologia (Sopsi). Obiettivo dell’incontro, avviare il percorso di elaborazione del progetto accolti.it. “Da qui a otto-dieci mesi, se riusciremo a far maturare il progetto – spiega Angelelli – propongo un Open day nazionale”. “Un giorno promosso dalla Cei, uguale per tutti”, specifica con riferimento ad alcune accuse di “segregazione” rivolte da taluni ai centri di riabilitazione di ispirazione cristiana, nel quale questi ultimi “possano aprire le loro strutture al pubblico per dimostrare – conclude – che se c’è qualcuno che fa segregazione non siamo certo noi che lavoriamo con uno stile di accoglienza che può insegnare molto anche alle grandi realtà”.

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