Salute mentale: don Angelelli (Cei), “al via il percorso per creare un punto di incontro in rete, il portale accolti.it”

“La nostra proposta specifica, molto concreta, è creare un punto di incontro in rete, il portale accolti.it.”. Così don Massimo Angelelli, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, inaugurando questa mattina a Roma il seminario “Tra segregazione e accoglienza: accolti.it. Per un progetto nazionale per l’accoglienza della disabilità psichica”, promosso dallo stesso Ufficio e dal Tavolo nazionale per la salute mentale nell’ambito della prima giornata del XXII Congresso nazionale della Società italiana di psicopatologia (Sopsi). “Un anno fa – rammenta il sacerdote – veniva convocato un incontro di confronto tra alcuni psichiatri e la Chiesa italiana per conoscersi e abbattere il muro della diffidenza reciproca. In un anno questo muro è stato completamente abbattuto, il Tavolo della salute mentale istituito presso il nostro Ufficio e di cui fanno parte dodici autorevoli psichiatri ha già visto quattro incontri e un momento di cammino reciproco. Oggi, in qualche modo, festeggiamo il nostro primo compleanno di collaborazione”. Pietra miliare il convegno “Chiesa italiana e salute mentale. Cultura del provvisorio e nuovi poveri: il disagio psichico al tempo della liquidità” dello scorso dicembre. “A volte – spiega don Angelelli – ci sono strutture cattoliche sul territorio che non si conoscono; la nostra sfida è avvicinarle per essere sinergici, fare rete, creare dei link. La nostra proposta specifica, molto concreta, è creare un punto di incontro in rete, il portale accolti.it. Partire da una mentalità segregante per arrivare al concetto di accoglienza della disabilità psichica in tutte le sue manifestazioni.” Il “per” del titolo del seminario odierno “significa che non abbiamo un progetto preconfezionato ma lo vogliamo costruire insieme. Oggi è il volano, l’avvio di questo percorso. Se riusciremo a costruire una rete di prossimità offriremo un servizio di riferimento e di supporto alle persone, alle famiglie”. L’obiettivo, conclude, “sarebbe creare una rete di sostegno domiciliare di fronte agli scenari futuri particolarmente foschi per l’aumento esponenziale della disabilità mentale”.

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