Indice percezione corruzione: Transparency International, “Italia migliora e sale al 54° posto. Dal 2012 ad oggi scalate 18 posizioni”

Il nuovo Indice di percezione della corruzione (Cpi) di Transparency International pubblicato oggi (23ª edizione) fotografa “un’Italia migliore rispetto all’anno scorso”: il Cpi 2017 posiziona, infatti, “il nostro Paese al 54° posto nel mondo (su 180 Paesi), con un incremento di 6 posizioni, ma un punteggio tuttavia non ancora pienamente sufficiente di 50 su 100”. “Le posizioni scalate dal 2012, anno dell’approvazione della legge anticorruzione, ad oggi sono 18, di cui 15 da quando è stata creata l’Autorità nazionale anticorruzione – ricorda una nota di Transparency International -. Un progresso in controtendenza con l’andamento della maggior parte degli altri Paesi a livello globale che faticano a migliorarsi”.
In cima all’indice di Transparency International, che ogni anno classifica i Paesi sulla base del livello di corruzione percepita nel settore pubblico, assegnando un punteggio da 0 (molto corrotto) a 100 (per niente corrotto), ritroviamo anche quest’anno “Danimarca e Nuova Zelanda, con 89 e 88 punti rispettivamente”. Anche in coda “i Paesi sono rimasti invariati, con Sud Sudan (12 punti su 100) e Somalia (9/100)”. A livello continentale, “l’Italia non è più fanalino di coda d’Europa: se le passate edizioni hanno visto il nostro Paese gravitare nelle ultimissime posizioni, quest’anno – sottolinea Transparency International – qualche posizione è stata risalita anche se il nostro Paese è ancora 25° su 31, lontano dai vertici della classifica”.

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