Imbrattata targa Moro: De Raho al Sir, “un atto grave”. Preoccupazione per “fermenti di odio razziale ed estremismi”

“Un atto grave”. Così definisce al Sir l’imbrattamento della lapide che ricorda Aldo Moro in via Fani a Roma il capo della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero De Raho. Secondo il procuratore “negli ultimi tempi stiamo assistendo a fermenti insistenti sia per quanto riguarda l’odio razziale che per ciò che concerne estremismi che ricordano regimi ormai superati ed è chiaro che tutto questo desta molta preoccupazione ed impone di mantenere alta l’attenzione per monitorare luoghi e condotte riconducibili a determinati ambienti politici”. Secondo Cafiero De Raho, lo Stato è presente e attivo nella prevenzione e nella repressione di qualunque forma di terrorismo: “Credo che l’attenzione sia alta non solo sulle attività anarco-insurrezionaliste ma anche sul terrorismo ‘nero’, lo dimostra la repressione esercitata a seguito delle manifestazioni di violenza che si sono recentemente registrate”. In ogni caso, per Cafiero De Raho, “le situazioni dei singoli territori sono tutte sotto la costante attenzione delle procure distrettuali che operano sul campo”.

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