Imbrattata targa Moro: Bindi al Sir, “atto grave e vergognoso”. “Inquietano residui di violenza. La democrazia non si conquista una volta per tutte”

“Un atto molto grave e molto preoccupante, di fronte al quale non si può che esprimere solidarietà a tutte le vittime del terrorismo e della violenza, che sono le prime colpite da queste scritte, da questo atto vandalico e vergognoso”. Così Rosy Bindi, presidente della Commissione parlamentare antimafia, commenta al Sir il ritrovamento, stamattina, della scritta “Morte alle guardie” con svastiche ai lati sulla base di cemento di una lapide commemorativa di Aldo Moro in via Stresa a Roma, nei pressi del luogo del rapimento in via Fani. “Insieme alla solidarietà – aggiunge Bindi – non possiamo nascondere la preoccupazione perché tornano vecchi fantasmi, rappresentati non solo da simboli inquietanti come la svastica, ma anche dalla dissacrazione nei confronti di coloro che sono i veri costruttori della Repubblica e della democrazia nel nostro Paese. Pensavamo che la stagione della violenza e dell’intimidazione terroristica fosse superata. Questi residui di violenza e di mancanza di rispetto dei valori fondamentali della convivenza pacifica e democratica non possono non inquietarci”. La presidente della Commissione parlamentare antimafia precisa: “Sembra sdoganato l’uso della violenza nel nostro Paese. Si torna ad usare la violenza durante le campagne elettorali, si spara per strada, si pensa di potersi fare giustizia da soli: credo che tutto questo ci debba preoccupare e far reagire per ricordarci, ancora una volta, che la democrazia non si conquista una volta per tutte, ma che va presidiata, tutelata da qualunque tipo di attacco e va servita ogni giorno con il valore fondamentale della pace e del rispetto della vita delle persone”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa