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Francia: presentata oggi in Consiglio dei ministri nuova legge “per una immigrazione gestita e un diritto all’asilo politico effettivo”

In discussione oggi al Consiglio dei ministri francese la legge proposta dal ministro dell’Interno Gerard Collomb dal titolo “per un’immigrazione gestita e un diritto all’asilo politico effettivo”. Si riducono i termini per ottenere l’asilo a un massimo di sei mesi dalla presentazione della domanda, contro gli attuali undici in media. Il problema riguarda però il ricorso contro una decisione negativa dell’amministrazione competente (Ofpra). Mentre finora un richiedente aveva fino a 120 giorni per presentare la propria domanda di asilo, ora ne avrà 90: se la richiesta dovesse essere rifiutata, avrà due settimane (e non più un mese) per depositare un ricorso. La questione è molto problematica visto che ci vogliono almeno 30 giorni lavorativi per ottenere un appuntamento in prefettura con il rischio di essere espulsi prima di sapere cosa si stabilirà in appello. Si allungano i tempi di permanenza nei Centri di detenzione amministrativa per i migranti (equivalenti ai Cie, i Centri di identificazione ed espulsione italiani), dove finiscono i clandestini trovati senza regolare permesso di soggiorno: si passa dai 45 giorni attuali ai 90, che in certi casi diventano addirittura 135. Si introduce anche un vero e proprio reato di “superamento illegale della frontiera”: un anno di carcere e 3.750 euro di multa per chi, ad esempio, attraversa illegalmente le Alpi tra Italia e Francia e non in corrispondenza di un posto di frontiera. La legge prevede qualche misura “positiva”, come la possibilità per i minorenni ai quali è riconosciuto lo status di rifugiato di far venire in Francia non solo i genitori ma anche i fratelli e le sorelle in modo che “la riunificazione familiare non si faccia a scapito dell’unità familiare”.

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