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Francia: nuova legge su immigrazione e diritto all’asilo politico. Associazioni, “non include nessun miglioramento”

“Questa nuova riforma della legge sull’asilo non include alcun elemento relativo al miglioramento dei tempi di registrazione e accesso ai diritti”. Lapidario il commento del Cfda (Coordinamento che riunisce una serie di associazioni francesi, da Cimade ad Acat ed Amnesty International per il diritto d’asilo) sulla nuova legge presentata oggi in Consiglio dei ministri per “una immigrazione gestita e un diritto all’asilo politico effettivo”. In un comunicato, il Coordinamento fa notare come “la cosiddetta crisi migratoria non è la causa delle molte disfunzioni che caratterizzano la procedura di asilo. Queste disfunzioni sono dovute alla inadeguatezza delle pratiche amministrative e alla gestione delle emergenze, che hanno contribuito a rendere opaco e incomprensibile il sistema procedurale e di accoglienza degli individui”. La nuova riforma “moltiplica le insidie ​​per dissuadere le domande” e “si concentra principalmente sull’accelerazione dei tempi di elaborazione delle domande di asilo all’Ofpra e al Cnda, già notevolmente ridotti dalla riforma di 2015”. Si tratta però – fanno notare le associazioni – di una riduzione delle scadenze “pregiudiziale nei confronti dei richiedenti a causa del poco tempo che il personale dell’Agenzia spende per ciascun dossier”. Le domande di asilo presentate in Francia passano innanzitutto dall’Ufficio francese per la protezione dei rifugiati e degli apolidi (Ofpra); se una domanda viene respinta, il richiedente può presentare ricorso. A quel punto la Corte nazionale del diritto di asilo (Cnda, organo del Consiglio di Stato) istruisce la sua pratica. Le modifiche sui tempi significano che la Cnda e l’Ofpra dovranno rispondere a una richiesta in meno di sei mesi. Il problema è che oggi un giudice gestisce già 325 casi all’anno, un numero considerato molto elevato.

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