Riviste: dossier di “Munera” sui “beni comuni”. “Concetto usato spesso quasi fosse una formula taumaturgica”

I beni comuni sono al centro del Dossier del nuovo numero della rivista Munera; allo stesso tema è dedicato l’editoriale di Calogero Miccichè. Il numero comincia con un saggio di Fulvio Cortese sulle sfide del dibattito sui beni comuni, per continuare poi con Giuseppe Rossi e la governance globale delle risorse idriche; con Gianni Demichelis e il Land Grabbing; Vincenzo Rosito e i movimenti popolari, tra teologia e filosofia sociale; Daniela Ciaffi e il suo saggio “Dalla tragedia dei commons all’amministrazione condivisa dei beni comuni”; Marina Di Lello Finuoli e la destinazione a fini sociali dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Si continua poi con i contributi di Sergio Astori sul narcisismo dei giovani di oggi, di Giuseppe Tognon sul valore della politica, di Luisa Muraro sul cinquantesimo anniversario del Sessantotto, e di Chiara Boatti sulla cinematografia degli anni della contestazione. L’editoriale è intitolato “Pensare i beni comuni”.
“Nei dibattiti politici il concetto è usato spesso quasi fosse una formula taumaturgica, capace di tutelare gli interessi delle collettività, di sanare contrasti sociali e di riunire i cittadini per nuove battaglie democratiche sol che sia associata alla difesa o alla promozione di qualcosa”, vi si legge. “Qualunque sia la cosa da salvaguardare – aria, acqua, terre coltivabili, libertà di accesso a internet, genoma umano, biodiversità, patrimonio artistico, paesaggio, sementi, strutture sanitarie, livelli occupazionali – il concetto, se usato in senso politico, sembra voler obiettivare quello più generale di bene comune. In quest’ottica i beni comuni sarebbero allora uno strumento reale, tangibile, per mezzo del quale perseguire il bene della collettività”. Eppure, “benché il successo della categoria risieda proprio nella relazione evocativa con il bene comune, questo rapporto non è sufficiente a definirne la nozione in modo utile, ossia tale da attribuire ai cittadini dei poteri di intervento tutelabili giuridicamente” (http://www.cittadellaeditrice.com/munera/).

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