Papa Francesco: Angelus, “vincere le tentazioni” significa combattere “contro il diavolo”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Vincere le tentazioni” significa operare un “combattimento contro lo spirito del male, cioè contro il diavolo”. Lo ha spiegato il Papa, durante l’Angelus di ieri, a cui hanno assistito – secondo la Gendarmeria vaticana – 20mila persone, nonostante la pioggia battente sulla Capitale. “Anche per noi la Quaresima è un tempo di agonismo spirituale, di lotta spirituale”, ha detto Francesco, secondo il quale “siamo chiamati ad affrontare il Maligno mediante la preghiera per essere capaci, con l’aiuto di Dio, di vincerlo nella nostra vita quotidiana”. “Noi lo sappiamo, il male è purtroppo all’opera nella nostra esistenza e attorno a noi, dove si manifestano violenze, rifiuto dell’altro, chiusure, guerre, ingiustizie”, l’analisi del Papa: “Tutte queste sono opere del maligno, del male”. “Nella nostra vita abbiamo sempre bisogno di conversione – tutti i giorni! – e la Chiesa ci fa pregare per questo”, ha ricordato Francesco: “Non siamo mai sufficientemente orientati verso Dio e dobbiamo continuamente indirizzare la nostra mente e il nostro cuore a Lui. Per fare questo bisogna avere il coraggio di respingere tutto ciò che ci porta fuori strada, i falsi valori che ci ingannano attirando in modo subdolo il nostro egoismo. Invece dobbiamo fidarci del Signore, della sua bontà e del suo progetto di amore per ciascuno di noi”. “La Quaresima è un tempo di penitenza, sì, ma non è un tempo triste!”, ha esclamato il Papa: “È un tempo di penitenza, ma non è un tempo triste, di lutto. È un impegno gioioso e serio per spogliarci del nostro egoismo, del nostro uomo vecchio, e rinnovarci secondo la grazia del nostro battesimo”. “Soltanto Dio ci può donare la vera felicità”, ha concluso Francesco: “È inutile che perdiamo il nostro tempo a cercarla altrove, nelle ricchezze, nei piaceri, nel potere, nella carriera. Il regno di Dio è la realizzazione di tutte le nostre aspirazioni, perché è, al tempo stesso, salvezza dell’uomo e gloria di Dio”.

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