Papa Francesco: a ragazzi romeni, a messa si va “senza trucco, così come siamo”

foto SIR/Marco Calvarese

“A cosa serve andare in chiesa?”. “Serve a metterci davanti a Dio così come siamo, senza ‘truccarci’, così come siamo davanti a Dio, senza trucco”. Il Papa ha risposto così, a braccio, ad una delle domande che ha caratterizzato il dialogo tra lui e i ragazzi di un orfanotrofio in Romania, ricevuti in udienza il 4 gennaio scorso. “Eccomi. Sono peccatore e ti chiedo perdono. Abbi pietà di me”: sono queste, per Francesco, le parole da pronunciare quando andiamo a messa: “Se io vado in chiesa per far finta di essere una buona persona questo non serve”, ha spiegato: “Se vado in chiesa perché mi piace sentire la musica o anche perché mi sento bene non serve. Serve se all’inizio, quando io entro in chiesa, posso dire: ‘Eccomi Signore. Tu mi ami e io sono peccatore. Abbi pietà di noi’. Gesù ci dice che se facciamo così, torniamo a casa perdonati. Accarezzati da lui, più amati da lui sentendo questa carezza, questo amore. Così piano piano Dio trasforma il nostro cuore con la sua misericordia, e trasforma anche la nostra vita”. In questo modo, per il Papa, “non restiamo sempre uguali, ma veniamo ‘lavorati’. Dio ci lavora il cuore, è lui, e noi siamo lavorati come l’argilla nelle mani del vasaio; e l’amore di Dio prende il posto del nostro egoismo. Ecco perché credo che è importante andare in chiesa: non solo guardare Dio, lasciarsi guardare da Lui”.

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