Osservatorio salute: urgenti politiche allocazione risorse per colmare gap e rendere universale diritto a cure. Fondi privati acuirebbero disuguaglianze

La sfida futura del Servizio sanitario nazionale sarà quella di “contrastare le persistenti disuguaglianze con interventi e politiche urgenti”. Lo afferma il focus sulle disuguaglianze sanitarie dell’Osservatorio nazionale della salute nelle regioni italiane dell’Università cattolica, diffuso oggi. Tra questi interventi, “i più rilevanti – si legge nel report -dovranno riguardare l’allocazione del finanziamento alle Regioni, attualmente non coerente con i bisogni di salute della popolazione; l’accessibilità alle cure, ancora molto difficile per alcune fasce di popolazione, da risolvere con soluzioni mirate a mettere in rete tutte le strutture, ospedaliere e territoriali, e governare centralmente gli accessi in base all’appropriatezza degli interventi e all’urgenza degli stessi”. Per l’Osservatorio il tema delle disuguaglianze di salute si intreccia con quello della sostenibilità economica che resta uno dei punti al centro delle riflessioni della politica e degli addetti ai lavori. “Le soluzioni che circolano poggiano sull’ingresso dei fondi sanitari privati in grado di affiancare lo Stato per questa importante funzione. Tuttavia – mette in guardia l’Osservatorio -, l’introduzione di fondi sanitari di natura sostitutiva, sia pure in parte, del sistema pubblico potrebbero acuire le forti disuguaglianze sociali di cui già soffre il settore. Infatti, molte sono le incognite che stanno dietro questo tipo di strumenti, sia legate ai premi elevati per i cittadini più a rischio, sia a fenomeni di selezione avversa, cioè esclusione dalla copertura assicurativa di alcune tipologie di persone, quali anziani e malati gravi”. Non meno rilevanti “i rischi di un’assistenza sanitaria di qualità differenziata a seconda dei premi assicurativi che le persone sono in grado di pagare”.

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