Notizie Sir del giorno: Papa a ragazzi romeni, mons. Okpaleke, attacco Dagestan, embrioni ibridi, fake-news migranti, Embraco, Bafta

Papa Francesco: a ragazzi romeni, “preghiamo per bambini morti e che soffrono per malattie, guerre e schiavitù”

“Insieme ricordiamo tanti bambini e ragazzi che sono andati in cielo: preghiamo per loro; e preghiamo per quelli che vivono in situazioni di grande difficoltà, in Romania e in altri Paesi del mondo”. È il saluto del Papa ai ragazzi romeni ospiti di un orfanotrofio, aiutati dalla Ong “Fdp protagonisti nell’educazione”, che opera da anni in Romania. Nel dialogo domande-risposte tra Francesco e i piccoli – avvenuto il 4 gennaio scorso, ma la cui trascrizione è stata diffusa oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede – il Papa ha affidato a Maria “tutti i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze che soffrono per le malattie, le guerre e le schiavitù di oggi”. Nelle risposte date a braccio a sette domande, Francesco ha parlato dei “genitori fragili”, dell’affido, del peccato e di “come siamo davanti a Dio, senza trucco”. (clicca qui)

Nigeria: il Papa accetta la rinuncia di mons. Okpaleke, il vescovo di Ahiara contestato per motivi etnici

Papa Francesco ha accolto la rinuncia di mons. Peter Ebere Okpaleke, il vescovo di Ahiara, in Nigeria, contestato da parte del clero e dei laici da quando Benedetto XVI lo ha nominato, nel 2012. Le motivazioni addotte dai contestatori sono di carattere etnico, perché appartenente all’etnia Ibo, anziché all’etnia Mbaise, maggioritaria nella diocesi. “Il Santo Padre, accogliendo la richiesta di mons. Peter Ebere Okpaleke, lo ha sollevato dall’ufficio di vescovo di Ahiara e, allo stesso tempo, lo ringrazia per il suo amore alla Chiesa”, si legge in un comunicato diffuso oggi dalla Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, che ha seguito da allora quello che definisce “un penoso caso”, tanto che Papa Francesco aveva già nominato nel 2013 come amministratore apostolico il card. John O. Onaiyekan, vescovo di Abuja, e chiesto nel 2017 ai preti di Ahiara di obbedire al loro pastore, pena la scomunica. Nella nota si precisa che il Papa “non intende per ora nominare un nuovo vescovo in Ahiara, ma si riserva di continuare ad avere egli stesso una speciale sollecitudine verso quella diocesi, chiamando a collaborare un nuovo amministratore apostolico sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis nella persona di mons. Lucius Iwejuru Ugorji, vescovo di Umuahia”, la diocesi limitrofa. Papa Francesco auspica che “con il nuovo amministratore apostolico si riprenda la vita ecclesiale e mai più si abbiano azioni che feriscano il Corpo di Cristo”. (clicca qui)

Attacco nel Dagestan: mons. Pezzi (arcivescovo di Mosca), “Dio converta chi sta cospirando tali crimini”

“Profondo dolore” per la morte delle cinque persone che sono rimaste uccise ieri nell’attacco – rivendicato dall’Isis – a una chiesa ortodossa nella Repubblica russa del Dagestan, alla vigilia della Quaresima ortodossa. Ad esprimerlo è mons. Paolo Pezzi, arcivescovo di Mosca, che in una dichiarazione scritta fatta pervenire questo pomeriggio al Sir, ha scritto: “Con profondo dolore, ho appreso la notizia dell’atto terroristico nella chiesa di San Giorgio a Kizlyar, che ha tolto la vita a cinque persone. Queste persone si erano recate in chiesa per pregare per la pace e il perdono e hanno trovato la morte per mano di un uomo che era sconvolto dall’odio. Questa terribile tragedia ci ricorda ancora una volta la fragilità della vita umana di fronte alle forze del male ed esorta tutti noi – specialmente quelli che hanno potere politico e religioso – a unire le forze per prevenire la diffusione della violenza nella nostra società”. (clicca qui)
“Profondamente scioccato dall’attacco sanguinoso avvenuto vicino ad una chiesa a Kizlyar” si è detto anche Kirill, Patriarca di Mosca e di tutta la Russia. Il Patriarca ha parlato di un “crimine mostruoso” e ha espresso dolore e piena vicinanza alle famiglie delle vittime uccise. (clicca qui)

Bioetica: embrioni ibridi uomo-pecora. Don Colombo (Univ. Cattolica), “preoccupazioni antropologiche ed etiche”

“Sono state sollevate numerose perplessità da altri studiosi sul destino di queste cellule pluripotenti nel corpo embrionale in sviluppo dell’animale: esse potrebbero generare colonie di cellule predifferenziate e differenziate anche in organi diversi da quelli attesi per il trapianto, non escluso il cervello, suscitando gravissime preoccupazioni antropologiche ed etiche”, chiarisce don Roberto Colombo, docente della Facoltà di medicina e chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma) e membro ordinario della Pontificia Accademia per la Vita commentando la notizia della pubblicazione dei dati preliminari di una ricerca nella quale sono stati prodotti embrioni ibridi interspecie, tra cui quelli di pecora che includono cellule staminali pluripotenti umane. “Lo scopo di questi esperimenti – spiega don Colombo – è quello di verificare la possibilità di far crescere, in embrioni e feti animali, tessuti istocompatibili che compongono organi di cui vi è richiesta per i trapianti nei pazienti e scarsità di donatori umani. Le cellule staminali pluripotenti potrebbero provenire da embrioni umani cresciuti in vitro oppure dagli stessi pazienti in attesa di trapianto, e quest’ultimo caso renderebbe possibile aggirare l’ostacolo del rischio di rigetto”. (clicca qui)

Migranti: Caritas italiana, un sussidio per smontare 10 fake news sull’immigrazione

“Gli immigrati sono troppi”, “hanno tutti il telefonino”, “sono tutti terroristi”, “ci rubano il lavoro”, “non pagano le tasse”, “basta salvataggi in mare”: sono alcune delle fake news smontate con dati, studi e argomentazioni dal sussidio “10 cose da sapere su migranti e immigrazioni” messo a disposizione on line da Caritas italiana, a cura dell’Ufficio politiche migratorie e protezione internazionale. Perché, come recita l’incipit: “Nella vita moderna niente è più efficace di un luogo comune: affratella il mondo intero” (Oscar Wilde). Su ogni voce vengono riportate le dicerie della gente e di alcune testate e politici italiani, presentando la realtà dei fatti e le cifre esatte, con uno schema sull’impegno della Chiesa italiana a proposito dei diversi temi. (clicca qui)

Embraco: difficile adesso evitare i licenziamenti. Calenda valuta gli aiuti di Stato

Per i 497 lavoratori della Embraco (del gruppo Whirlpool), la giornata di oggi è forse la più amara da quando questa storia è iniziata. Dopo la notizia dei licenziamenti, confermata più volte nelle ultime settimane, l’offerta di trasformare in contratti part-time fino a novembre gli attuali contratti a tempo indeterminato è apparsa a tutti come una presa in giro. Tanto da far scoppiare non solo l’ira di lavoratori e sindacati, ma anche quella di Carlo Calenda, ministro per lo Sviluppo economico, che per conto del Governo ha seguito la vicenda. Adesso, sarà ben difficile bloccare il percorso che porta al licenziamento collettivo e di fatto alla chiusura dello stabilimento di Riva di Chieri alle porte di Torino specializzato nella produzione di compressori per frigoriferi che occupa 537 persone. Il rifiuto di ipotesi di reindustrializzazione dell’area oltre che di avvio delle procedure di cassa integrazione la dice lunga sulla ferrea volontà della Whirlpool di mettere fine alla vicenda in tempi brevi. Per evitare un triste quanto doloroso epilogo, verso sera lo stesso Calenda ha affermato di valutare la possibilità di mettere mano agli aiuti di Stato. (clicca qui)

Cinema: “Tre manifesti” domina la cerimonia dei Bafta. Giraldi (Cnvf), “scelte che confermano la tendenza dell’imminenti Oscar”

“Non mi stupirei se il film vincesse gli stessi riconoscimenti anche a Los Angeles per la notte degli Oscar”. È il commento di Massimo Giraldi, presidente della Commissione nazionale valutazione film della Cei (Cnvf), ai premi assegnati ieri sera a Londra al film “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” di Martin McDonagh. La pellicola ha conquistato i British Academy Film Awards, i Premi Bafta (British Academy of Film and Television Arts), nelle categorie: miglior film, film britannico, sceneggiatura originale, attrice protagonista Frances McDormand, attore non protagonista Sam Rockwell. Un verdetto che si allinea con i premi Golden Globe 2018 e, pertanto, anticipa con molta probabilità il responso degli Academy Awards, la cerimonia degli Oscar edizione 90 il prossimo 4 marzo. “Come Cnvf ma anche come Giuria del premio cattolico Signis alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia – sottolinea Giraldi al Sir – avevamo capito subito il grande potenziale del film ‘Tre manifesti’. Da Venezia è partito nel suo cammino internazionale facendo incetta di riconoscimenti, a conferma dell’alta qualità del film, della scrittura e soprattutto dell’interpretazione della McDormand”. (clicca qui)

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