Colombia: mons. Ochoa Cadavid (Cúcuta), “in sette mesi distribuiti ai venezuelani 330mila pasti”

“Le persone che arrivano hanno fame, malattie, c’è gente sfinita e denutrita, molti non hanno più nulla. Come Chiesa locale ci sforziamo di tendere la mano a questi fratelli, per accoglierli, aiutarli, accompagnarli”. Lo ha detto al Sir mons. Víctor Manuel Ochoa Cadavid, vescovo di Cúcuta (Colombia), parlando dell’esodo dei venezuelani a Cúcuta, la prima città in territorio colombiano. “In sette mesi abbiamo distribuito 330mila pasti. Ogni giorno serviamo almeno 8mila pasti caldi, attraverso mense dislocate in otto diverse parrocchie. Abbiamo anche un centro di accoglienza diocesano, gestito dai padri scalabriniani, ma è pieno da tempo. Molti dormono per strada”. Prosegue mons. Ochoa: “Devo evidenziare lo sforzo dei laici, operatori pastorali, volontari, parrocchie, movimenti ed associazioni”. È la Chiesa, infatti, a sostenere il maggior peso dell’accoglienza: “Abbiamo degli aiuti da Caritas Internationalis e dal Segretariato di Pastorale sociale-Caritas della Chiesa colombiana”. Quest’ultimo organismo ha dedicato la campagna di solidarietà quaresimale proprio a questa emergenza. “È una chiamata alla carità, alla quale stiamo rispondendo, cerchiamo di vivere quella cultura dell’incontro che Papa Francesco ci indica continuamente”, spiega ancora il vescovo, che accenna anche ai forti vincoli di fraternità con la vicina diocesi venezuelana di San Cristóbal: “Mi confronto spesso con il vescovo, mons. Mario del Valle Moronta. Alcuni loro volontari vengono qui e ci aiutano nella distribuzione dei pasti”.

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