Bioetica: embrioni ibridi uomo-pecora. Gigli (Mpv), “non è un gesto d’amore e solidarietà”

“Il trapianto d’organo merita molta attenzione da parte della comunità scientifica e civile per il gran numero di vite umane che salva, ma quanto sta accadendo va al di là del gesto d’amore e di solidarietà. Stiamo, infatti, andando verso un tentativo, ancora molto azzardato, di creazioni di esseri ibridi per una produzione in larga scala di un ‘prodotto’ che non tiene conto dei rischi per l’uomo stesso come specie”. Lo afferma il presidente del Movimento per la vita italiano (Mpv), Gian Luigi Gigli, commentando la notizia della pubblicazione dei dati preliminari di una ricerca nella quale sono stati prodotti embrioni ibridi interspecie, tra cui quelli di pecora che includono cellule staminali pluripotenti umane.
“È vero che dal punto di vista scientifico, per ora, non è stato modificato né il genoma della pecora né quello dell’uomo, ma ciò che giustamente preoccupa l’umanità intera – sottolinea Gigli – è il possibile mancato controllo di queste tecnologie, che oggi vengono dichiarate di possibile utilità per i trapianti o per la cura delle malattie genetiche, ma che in realtà sono in grado di modificare a piacimento la specie umana”.

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