Migranti: spari contro centro accoglienza nell’Ennese. Don Brugnone (vicario Pietraperzia), “siamo un popolo accogliente”

La preghiera è la risposta che la Chiesa di Piazza Armerina ha scelto di dare al “gesto vile e vigliacco” con il quale è stata attaccata la sede che a Pietraperzia, in provincia di Enna, per conto dell’associazione Don Bosco 2000, ospita ventuno ragazzi africani fuggiti da Paesi in guerra. Nella notte tra mercoledì e ieri, un colpo di fucile a pallettoni è stato esploso contro una finestra di quella parte della casa canonica interparrocchiale adibita all’accoglienza dei migranti. “Vogliamo far sentire a questi fratelli che gli siamo accanto, così come vogliamo che la gente che abita qui senta che siamo insieme, dalla stessa parte, che poi è quella che ci indica il Vangelo di Cristo”. Per don Osvaldo William Brugnone, vicario foraneo di Pietraperzia, “la risposta più efficace, la più potente è quella della preghiera: parliamo di accoglienza, di solidarietà, di fratellanza con le parole di Gesù e da Lui imploriamo aiuto e protezione, a Lui chiediamo la forza per andare avanti sull’unica strada possibile. Vogliamo pensare che sia stato un atto di un singolo – dice il sacerdote al Sir – perché siamo un popolo accogliente. Per la messa con il vescovo Gisana che abbiamo celebrato ieri sera la Chiesa madre era gremita: è quella la gente che abita il nostro paese e quella della preghiera e dell’abbraccio ai ventuno migranti e all’associazione che di essi si occupa è l’unica risposta possibile”. Intanto l’associazione salesiana continua secondo i programmi stabili: hanno avuto inizio proprio ieri la serie di incontri di programmazione per diverse attività di integrazione dei giovani della casa canonica con i pietrini.

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