Diocesi: mons. Marciante vescovo di Cefalù. Mons. De Donatis (vicario Roma), “ti accompagniamo con il nostro affetto e la nostra preghiera”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Vai nella Chiesa di Cefalù, ti accompagniamo con il nostro affetto e con la nostra preghiera”. Questo l’augurio che l’arcivescovo Angelo De Donatis, vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma, ha rivolto questa mattina a mons. Giuseppe Marciante, nominato oggi dal Papa vescovo di Cefalù. Subito dopo aver annunciato la nomina di Papa Francesco, De Donatis ha ricordato “gli anni belli e fecondi di ministero di don Giuseppe nella nostra Chiesa di Roma” partendo dall’esperienza di giovane parroco della comunità di San Romano Martire al Tiburtino: “Una parrocchia molto abitata che da oltre 20 anni svolgeva tutte le attività in un locale al piano terra di un popoloso palazzo di Portonaccio”, dove don Giuseppe “si è rimboccato le maniche immediatamente e ha iniziato a vangare il terreno riattivando percorsi di spiritualità offrendo un forte accento di spiritualità biblica liturgica lavorando con le famiglie la comunità si è animata moltissimo in quegli anni”. Quindi ha ricordato gli anni da prefetto in cui diede il suo “pieno contributo alla stagione della Missione cittadina e del Giubileo, anni che sono confluiti per la parrocchia di San Romano in un momento intenso e rilevante come l’edificazione della nuova chiesa che finalmente dopo anni di attesa coronava il desiderio del popolo di Dio di quel quartiere”. L’arcivescovo De Donatis ha ripercorso anche i nove anni di episcopato di monsignor Marciante, dal 2009 a oggi, in cui ha ricoperto l’incarico di ausiliare per il settore Est della diocesi di Roma, “il più popoloso della nostra città”, ha aggiunto, incontrando e servendo “parrocchie con un’altissima densità di abitanti” e accogliendo “sfide delicate provenienti da realtà socialmente complesse”. In questi anni di servizio episcopale, ha proseguito mons. De Donatis, Marciante ha anche “seguito la crescita dell’Ordo virginum, accompagnando alcune sorelle verso la consacrazione nelle mani del vescovo”. E ha concluso: “Il grazie della Chiesa di Roma, don Giuseppe, è pieno soprattutto perché ci hai mostrato sempre come sia bello lavorare insieme e coniugare la diversità delle esperienze nella consapevolezza che il ministero dell’evangelizzazione è il cardine su cui far ruotare la vita di ogni comunità soprattutto in anni di cambiamento e di sfide come quelli che stiamo vivendo nella stagione attuale. Adesso con questa ricca esperienza maturata in questa Chiesa fai un altro esodo”.

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