Diocesi: mons. Marciante vescovo di Cefalù. “Chiediamo al Signore che ci guidi con dolcezza”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Chiediamo al Signore che ci guidi con dolcezza”. Queste le parole che mons. Giuseppe Marciante, nominato oggi dal Papa vescovo di Cefalù, ha rivolto alla sua nuova “sposa”, la comunità ecclesiale di cui è stato chiamato ad essere guida e pastore. L’annuncio della nomina è stato dato dall’arcivescovo Angelo De Donatis, vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma, nell’aula della Conciliazione del Palazzo apostolico del Laterano, sede del Vicariato di Roma, in contemporanea con la Sala Stampa della Santa Sede. Nel prendere la parola, mons. Marciante – dal 2009 vescovo ausiliare del settore Est della diocesi di Roma – ha ricordato anzitutto le figure che lo hanno “introdotto nell’esperienza romana”: mons. Salvatore Boccaccio, che “mi ha dato l’incarico di parroco a San Romano”; il card. Ugo Poletti, “da cui ho imparato ad accogliere”. Ancora, il vescovo Enzo Dieci, “che mi ha incoraggiato nel chiedere l’incardinazione a Roma e nella nascita di Ain Karim”, la casa famiglia per l’accoglienza di madri e bambini in difficoltà; da ultimo, don Luigi Di Liegro, con l’esperienza della Caritas. Quindi il ricordo del nuovo vescovo di Cefalù è andato al card. Camillo Ruini, “da cui ho imparato la pastorale dell’intelligenza”, e al suo successore Agostino Vallini, “uomo concreto, da cui ho imparato il saper agire”. Ora, ha aggiunto, “veniva il momento più bello con l’arcivescovo De Donatis ma il Signore mi vuole altrove”. Infine, ripercorrendo con la memoria il suo cammino presbiterale, Marciante ha ricordato i quattro Pontefici che lo hanno accompagnato. Paolo VI, il Papa “dei miei anni di seminario, anni fecondi di post concilio”. Poi san Giovanni Paolo II, “con l’esperienza del Giubileo” e il “ricordo straordinario della sua visita pastorale a San Romano”; quindi Benedetto XVI, che “mi ha scelto per l’episcopato e con cui ho vissuto l’Anno della fede”. Ora Francesco, “che mi ha scelto la sposa: finora sono stato fidanzato”. E riferendosi alla nuova comunità pastorale che gli è stata affidata ha ricordato la professione dell’amore dell’apostolo Pietro a Gesù Risorto per ribadire la sua risposta alla chiamata ricevuta: “Per amore del tuo amore, prendo con me questo popolo che attende di essere amato”.

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