Terra Santa: Comune di Gerusalemme reclama tasse dalle Chiese. Leader cristiani, “decisione contraria alla posizione storica tra Chiese e autorità civili”

Gerusalemme

Una misura che “compromette il carattere sacro di Gerusalemme e mette a rischio la capacità della Chiesa di esercitare il suo ministero in questa terra a nome delle sue comunità e della chiesa universale”. Così i Patriarchi e i capi delle Chiese di Gerusalemme replicano alla Municipalità di Gerusalemme che ha deciso, secondo quanto riferito dai media israeliani, di reclamare dalle Chiese (e non solo, anche dagli uffici Onu) il versamento delle tasse comunali, conosciute come Arnona, sugli immobili non adibiti al culto. La decisione della Municipalità, secondo i 13 leader religiosi firmatari della dichiarazione – tra loro figurano anche mons. Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del Patriarcato Latino di Gerusalemme, e il Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton – “è contraria alla posizione storica tra le Chiese all’interno della Città Santa di Gerusalemme e le autorità civili attraverso i secoli. Le autorità civili hanno sempre riconosciuto e rispettato il grande contributo delle Chiese cristiane, che investono miliardi nella costruzione di scuole, ospedali e case, molte per anziani e svantaggiati, in Terra Santa”. Da qui la richiesta al Comune di “ritirare la decisione e di assicurare che lo status quo sancito dalla storia sacra sia mantenuto, e il carattere della Città Santa di Gerusalemme non sia violato. Siamo fermi e uniti nella nostra posizione per difendere la nostra presenza e proprietà”.

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