Quaresima: mons. Semeraro (Albano) ai sacerdoti, “non agire per esibire se stessi”

“Tutta l’energia che siamo disposti a perdere col digiuno dobbiamo applicarla allo studio della Parola di Dio e alla preghiera”. Lo scrive il vescovo di Albano, mons. Marcello Semeraro, nella meditazione al clero diocesano per l’inizio della Quaresima. Il presule presenta i “tre pilastri della terra”: preghiera, digiuno ed elemosina, “pietre ben connesse per formare un unico tracciato”. E spiega che nell’insegnamento di Gesù la loro pratica “deve riflettere non lo sforzo umano, ma l’accoglienza totale della paternità di Dio”. Da qui deriva uno stile di comportamento: “Il discepolo di Gesù non agisce per esibire se stesso, ma per rendere manifesta agli occhi degli uomini la paternità di Dio. Il figlio imita il Padre. Il Padre del cielo, dunque, è il centro attorno a cui deve gravitare ogni nostro agire”, spiega. In particolare, mons. Semeraro si sofferma sulla preghiera. E ne indica il luogo: il cuore, che “è una parte del corpo” e “nel linguaggio della Bibbia indica me stesso”. Quindi, l’invito a “poggiare i piedi nello Spirito”, che “ci fa essere viventi”. “Qui dobbiamo poggiare i piedi quando vogliamo pregare”. “Non in una chiesa bella e decorata, un tempio ricco di opere d’arte; neppure la propria stanza, dove tutto è in quel certo ordine; oppure in quel disordine dove, però, mi ci sono adattato. Ma nel mio cuore”.

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