Quaresima: Bartolomeo I, “durezza di cuore” e disinteresse portano “a un tragico vicolo cieco”

La “durezza del cuore” e il “crudele disinteresse per la fame, la sete, la nudità, la malattia” portano ad “un tragico vicolo cieco”. È questo il cuore del messaggio che il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I ha scritto per la Quaresima ortodossa che seguendo il calendario giuliano ha inizio per le Chiese ortodosse il 19 febbraio. Un periodo di preparazione alla Pasqua che i cristiani – scrive il Patriarca nel messaggio che è stato diffuso oggi – vivono “in mezzo ad un mondo antiascetico, davanti all’attuale profanazione della vita e al predominio delle forme individualistiche ed eudemonistiche”. Da qui il monito di Bartolomeo: “Ci rendiamo conto del tragico vicolo cieco della magniloquenza autosalvifica del Fariseo, della durezza di cuore del figlio maggiore della parabola del Figliol Prodigo, del crudele disinteresse per la fame, la sete, la nudità, la malattia, l’abbandono del prossimo, in accordo con la narrazione evangelica sul giudizio finale”. Il Patriarca esorta dunque a “imitare la conversione e l’umiltà del Pubblicano, il ritorno del figliol prodigo alla casa del Padre e la fiducia della Sua Grazia, a imitare coloro che fanno misericordia ai bisognosi” per “giungere all’incontro personale con Cristo risorto dai morti e datore di vita”.

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