Papa Francesco: motu proprio “Imparare a congedarsi”, obbligatorio presentare la rinuncia al 75° anno di età. “Proroga” dell’incarico fino a quando Papa non decide accettazione o proroga

“Al compimento dei settantacinque anni di età, i vescovi diocesani ed eparchiali, e quanti sono loro equiparati, come pure i vescovi coadiutori e ausiliari o titolari con speciali incarichi pastorali, sono invitati a presentare al Sommo Pontefice la rinuncia al loro ufficio pastorale”. È quanto si legge nel motu proprio “Imparare a congedarsi”, diffuso oggi, in cui il Papa stabilisce che “compiuti i settantacinque anni, i capi dicastero della Curia Romana non cardinali, i prelati superiori della Curia Romana e i vescovi che svolgono altri uffici alle dipendenze della Santa Sede, non cessano ipso facto dal loro ufficio, ma devono presentare la rinuncia al Sommo Pontefice”. Stessa regola per i rappresentanti pontifici. “Per essere efficace”, inoltre, “la rinuncia dev’essere accettata dal Sommo Pontefice, che deciderà valutando le circostanze concrete”. “Una volta presentata la rinuncia – si precisa ancora nel motu proprio – l’ufficio è considerato prorogato fino a quando non sia comunicata all’interessato l’accettazione della rinuncia o la proroga, per un tempo determinato o indeterminato”, contrariamente a quanto stabilito finora in termini generali dal Codice di diritto canonico. Nel motu proprio diffuso oggi, Francesco “conferma integralmente, ad eccezioni delle parti che sono esplicitamente riformate” dal nuovo documento, il Rescritto concesso al segretario di Stato, card. Pietro Parolin, il 3 novembre 2014: “Dato il generoso impegno dimostrato e la preziosa esperienza accumulata da coloro che hanno esercitato per diversi anni alcuni incarichi di particolare responsabilità, sia nelle Chiese particolari che nella Curia Romana o nelle Rappresentanze Pontificie – spiega Francesco nel motu proprio – mi sono reso conto della necessità di un’attualizzazione delle norme circa i tempi e le modalità di rinuncia all’ufficio per raggiunti limiti d’età”.

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