Made in Italy: Martina (ministro Agricoltura), “oltre 41 miliardi di euro di export agroalimentare. Mai prima d’ora un risultato così”

Traguardo raggiunto e superato. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali oggi ha indicato che, sulla base dei dati Istat sul commercio estero appena diffusi, le esportazioni agroalimentari italiane hanno chiuso il 2017 raggiungendo la cifra di 41,03 miliardi di euro (+7% rispetto al 2016). In particolare solo nel mese di dicembre sono stati venduti all’estero prodotti agroalimentare per un valore pari a 3,4 miliardi di euro (+2% rispetto a dicembre 2016). A crescere più di tutte, sono state le vendite in Russia (+24%), la Cina (+14,8%) e Francia (+8%). “Oltre 41 miliardi di euro di export agroalimentare. Mai prima d’ora – ha commentato il ministro Maurizio Martina – l’Italia aveva ottenuto un risultato così”. Il ministro attribuisce il merito alle nostre aziende “che hanno saputo guardare al mondo, hanno saputo portare il Made in Italy fuori dai nostri confini”. Martina ha poi precisato che il Governo è stato “al loro fianco in questi anni. Con il palcoscenico straordinario di Expo, con il piano internazionalizzazione voluto dal Governo, con il marchio unico per l’agroalimentare italiano che ora ci caratterizza in tutte le più importanti fiere mondiali. Con un lavoro diplomatico che ci ha portato a riaprire tanti mercati che prima erano preclusi alle esportazioni italiane, come succedeva con i salumi negli Stati Uniti o con la carne di maiale in Cina”.
L’obiettivo, spiega ancora una nota del Ministro, è adesso quello di arrivare ad una valore di merci vendute all’estero pari a 50 miliardi entro il 2020. Il Ministero effettua anche un’analisi di quanto è accaduto negli ultimi anni. Emerge così che negli Stati Uniti dal 2015 è stata aperta l’importazione ai salumi italiani e all’export di pere e mele. In Cina è stato rimosso nel 2016 il bando sulle carni suine italiane che teneva fermo quel mercato dal 1999; via libera anche alle esportazioni di agrumi e kiwi dall’Italia. In Giappone si è ottenuto il via libera a importazioni carni bovine, dopo uno stop che durava dal 2001 a seguito dell’epidemia di Bse. Via libera anche ad Arance Tarocco, Moro e Sanguinello. Oltre a tutto questo, i kiwi italiani si possono esportare oggi anche in Corea del Sud, Cile e Canada. Proprio le istituzioni canadesi hanno dato l’autorizzazione all’ingresso di uva da tavola e susine. Con Marocco e Algeria sono stati risolti i problemi che bloccavano i vivaisti italiani nella vendita di materiale di moltiplicazione di vite e fruttiferi.

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