Diocesi: Aversa, precisazione sulla trasmissione de “Le Iene”

All’indomani della trasmissione de “Le Iene”, andata in onda ieri sera, il vescovo di Aversa, mons. Angelo Spinillo, precisa che “che, per evidenti esigenze di montaggio, non è stato ripreso interamente quanto da me detto all’intervistatore”. “Sicuramente, infatti – afferma mons. Spinillo nel comunicato -, posso dire di aver dichiarato che non avevo chiesto di ritirare l’esposto presentato alla polizia contro il sacerdote Michele Barone e che la frase riportata aveva il senso di tentare una forma di dialogo tra la figlia ed i genitori allo scopo di riportarli ad una più realistica valutazione circa le cure da offrire alla figlia più piccola”. Il vescovo di Aversa afferma inoltre di aver detto all’intervistatore che “dell’argomento si stava da tempo interloquendo con lo stesso sacerdote, allo scopo di evitare che continuasse ad usare modi e forme come quelli riportati nel servizio televisivo, e che non si facesse confusione sul senso della preghiera che, nella sua verità, non prescinde affatto dal percorso medico”. “Allo stesso giornalista – prosegue mons. Spinillo – avevo precisato che la nostra posizione, riprendendo l’insegnamento di Giovanni Paolo II, considera la fede e la ragione, con la sua scienza, ‘due ali’ capaci di sollevare l’umanità. Come la storia spesso ha dimostrato, escludere una delle due possibilità significa mutilare e impedire all’umanità di vivere in pienezza. In conclusione, e anche questo è stato detto al giornalista, posso assicurare che non si è lasciata cadere l’attenzione sulla situazione e sullo stesso sacerdote”.

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