Brasile: 48 organizzazioni condannano atti xenofobi verso profughi venezuelani. Richiesta alle autorità un’accoglienza coordinata

Sono 48 le organizzazioni (tra cui la Caritas brasiliana, la rete Repam, il Consiglio indigenista missionario, varie realtà diocesane e accademiche, congregazioni religiose) che in un appello alle autorità condannano le aggressioni di carattere xenofobo che si sono verificate la scorsa settimana nello stato brasiliano del Roraima contro profughi venezuelani. Giovedì scorso è stato dato fuoco ad un’abitazione al cui interno erano presenti tre persone appartenenti alla stessa famiglia, tra cui un bimbo di quattro anni. Un fatto simile era accaduto anche qualche giorno prima. Secondo le organizzazioni la risposta delle pubbliche autorità è stata “insufficiente e disarticolata”, creando nel Roraima un clima di disinformazione e paura tra la popolazione. L’assenza dello Stato avrebbe così fomentato reazioni negative nella società locale. Nel comunicato si fa notare che i fatti criminosi di questi giorni dimostrano chiaramente “la mancanza di una politica migratoria efficace e coerente”.
Le organizzazioni chiedono alle autorità comunali, statali e federali di operare in modo coordinato e di assumersi le proprie responsabilità di fronte all’obbligo costituzionale di proteggere la dignità umana e garantire accoglienza umanitaria in ottemperanza alla legge 13.445 del 2017. “Gli attacchi razzisti contro i migranti venezuelani a Roraima, in Brasile, impongono un’attenzione particolare da parte delle istituzioni e della comunità internazionale. Ogni frontiera del mondo, infatti, si sta trasformando in una delicato luogo dove invece del confronto e dell’accoglienza l’odio interetnico vuol essere padrone”, scrive in un altro comunicato suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Suore missionarie scalabriniane, dando voce alla preoccupazione delle Scalabriniane brasiliane.

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