Bolivia: per la Quaresima i vescovi invitano alla solidarietà con le popolazioni colpite da inondazioni. Gioia per la “prima santa boliviana”

Un tempo quaresimale caratterizzato dalla solidarietà fraterna, soprattutto verso le popolazioni recentemente colpite da inondazioni; e dalla gioia per l’imminente canonizzazione della beata Nazaria Ignacia March Mesa. Questi, infatti, i due temi principali affrontati ieri nel corso di una conferenza stampa dalla Segreteria generale della Conferenza episcopale boliviana, rappresentata dal segretario aggiunto della Ceb, padre José Fuentes. “Si tratta di un avvenimento di profondo significato per tutta la Chiesa e, in particolare, per la Chiesa boliviana. Ella – si legge in un comunicato – diventa un modello di vita da seguire, non solo per le sue figlie, le Missionarie crociate della Chiesa, delle quali è fondatrice, ma per tutta la Chiesa cattolica. La beata Nazaria sarà la prima santa boliviana; pur essendo nata in Spagna, realizzò l’intera sua opera missionaria, fondò la sua congregazione e condusse una vita santa in Bolivia, il paese a cui scelse di donare la sua vita”. Il comunicato definisce la futura santa come anticipatrice della visione di Papa Francesco della “Chiesa in uscita”: “Spinse le sue figlie a scendere in strada e ad incontrare la gente, annunciando il Vangelo, creando mense per i poveri, case di accoglienza per gli orfani e, precorrendo i tempi, creò anche il primo sindacato femminile operaio”.
Dopo il riconoscimento del miracolo, avvenuto in Vaticano lo scorso 26 gennaio, si attende la data della beatificazione, ma già fin d’ora i vescovi invitano tutti i fedeli a prepararsi per questo evento.
Il secondo punto evidenziato nella conferenza stampa è consistito in un appello alla solidarietà per le popolazioni colpite nelle ultime settimane da forti inondazioni in varie regioni del Paese. L’Episcopato ricorda che la Quaresima è il tempo dell’elemosina e della solidarietà.
Un ulteriore comunicato di Pastorale sociale-Caritas parla di alcune vittime, di intere popolazioni colpite, di vie di comunicazione interrotte. La situazione è particolarmente grave a Potosí, dove è tracimato il rio Tupiza e a Cochabamba, nella zona periferica di Tiquipaya.
La Conferenza episcopale, infine, chiede un’inchiesta rapida e trasparente per fare luce su quanto accaduto a Oruro, dove durante i festeggiamenti del Carnevale alcune esplosioni hanno provocato quattro vittime. In totale durante il Carnevale sono morte nel Paese 52 persone e 132 sono rimaste ferite.

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