Basilica del Santo: Padova, nell’ultimo anno 3,5 milioni di fedeli dall’Albania al Vietnam

Sono arrivati anche dal Vietnam per pregare sulla tomba di sant’Antonio, che con il passare del tempo diventa una meta di fede sempre più internazionale. Alla vigilia della Festa della traslazione di sant’Antonio – tradizionalmente chiamata Festa della lingua – che si celebra domenica 18 febbraio nella basilica del Santo, i frati minori conventuali tracciano il bilancio del movimento spirituale registrato nel santuario nel 2017. Sono stati complessivamente 3,5 milioni i visitatori negli ultimi dodici mesi. “Sono state 16.267 le messe celebrate durante l’anno – si legge in un comunicato –: dai riscontri effettivi, a partire dal numero dei fedeli che si accostano a ricevere l’Eucaristia, si stimano in circa 2,2 milioni i pellegrini che hanno partecipato alle celebrazioni”. Secondo i dati censiti dalla sagrestia della basilica, il 2017 ha visto pregare alla Tomba del Santo 6.482 gruppi organizzati, per un totale di 272.084 pellegrini (307.653 pellegrini di 6.982 gruppi censiti nel 2016). I gruppi stranieri sono stati 4.723, per un totale di 189.676 persone provenienti da 77 nazioni dall’Albania al Vietnam (erano 75 i Paesi esteri nel 2016 e 70 nel 2015); i gruppi italiani sono stati 1.759 per 82.408 persone. Il Paese ad essere stato più rappresentato è stata la Polonia con 33.753 pellegrini, seguito da Germania, Francia, Spagna, Brasile e Usa. “Non mancano però pellegrini, seppur in piccoli gruppi, da Armenia, Benin, Corea, El Salvador, Eritrea, Malesia, Nuova Zelanda, Siria (30 pellegrini) e Islanda (il gruppo più piccolo di 15 pellegrini)”, precisano i minori conventuali di Padova. La Festa della lingua sarà aperta, domenica prossima, alle 8, dalla messa presieduta dal vicerettore della basilica, padre Giorgio Loggioni; alle 11, messa presieduta da mons. Fabio Dal Cin, delegato pontificio per la basilica. La giornata si concluderà alle 17, con la messa animata dalla Cappella musicale antoniana, cui farà seguito la processione con la reliquia del mento di sant’Antonio all’interno della basilica.

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