Ecumenismo: due anni fa incontro Papa Francesco e Patriarca Kirill a Cuba. Card. Koch, “far sì che in Medio Oriente i profughi tornino alle loro case”

“La convivenza fraterna tra i diversi popoli e religioni in Medio Oriente può rafforzarsi solo se i profughi possono fare ritorno alle loro case”. Lo ha detto il card. Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, durante la conferenza internazionale, organizzata lunedì a Vienna, nel secondo anniversario dell’incontro tra Papa Francesco e il Patriarca Kirill. Nel suo discorso (il cui testo è stato ricevuto oggi dal Sir), il card. Koch ha ricordato come l’ecumenismo del sangue, nella sua tragica e drammatica realtà, abbia dato nuovo slancio al cammino ecumenico. “In questo senso – ha sottolineato –, le sofferenze dei fratelli e delle sorelle nella fede non sono affatto vane. La situazione in cui i cristiani vivono in Medio Oriente non è solo uno stimolo ecumenico per loro, ma anche per i cristiani di tutto il mondo. La loro dolorosa situazione è un invito urgente ad includerli nei nostri cuori e nelle nostre preghiere. Non devono mai avere l’impressione di essere soli e abbandonati”. Ripensando alle due visite compiute in questi anni nei campi profughi in Giordania e sull’isola greca di Leros, Koch ha ricordato come la gente continuasse a chiedergli di non essere lasciata sola.

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