Vita: mons. Paglia (Pav), “proclamarla, non solo difenderla”, per “annunciare Dio nel mondo contemporaneo”

La vita oggi va proclamata e non soltanto difesa dagli attacchi dei “riduzionismi” che, nel nome delle logiche produttive ed economiche, “scartano” i poveri, i deboli, i malati, i non ancora nati. “La scelta di parlare di proclamazione della vita e non di difesa della vita, locuzione più facilmente usata, mi pare particolarmente sapiente e necessaria”. Lo ha ribadito mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, nella conferenza tenuta questo pomeriggio a Londra nella sede della “Catholic Voices Academy” sul tema “La proclamazione della vita in chiave missionaria”. “Oggi – ha spiegato – la Chiesa non può e non deve limitarsi a una difesa di alcuni valori e principi, per quanto corretti e doverosi. Noi siamo chiamati a proclamare, cioè a dire ad alta voce, il mistero della vita che è il modo di Dio di abitare la storia, ad aiutare ogni donna e ogni uomo che abita questo pianeta a riconoscere la presenza dello Spirito, che è Signore e – appunto – dà la vita”. Il “passaggio” dalla difesa alla proclamazione “implica un significativo cambio di passo per la comunità dei credenti. Esso chiede anzitutto, come spesso dice papa Francesco parlando di ‘Chiesa in uscita’, di stare fuori e non dentro, di abitare la vita degli uomini”. Una riscoperta che “chiede necessariamente il contributo di tutti”. È il motivo per cui “Papa Francesco ha voluto nominare membri dell’Accademia per la Vita non solo cattolici ma anche anglicani, ortodossi, ebrei, musulmani, taoisti, anche alcuni non credenti”. “Credo che la proclamazione della vita, della bellezza della vita – la conclusione di Paglia – sia ancora uno dei luoghi centrali in cui è possibile annunciare Dio nel nostro mondo contemporaneo”.

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