Made in Italy: Coldiretti, un quarto della spesa alimentare resta anonimo

“Con la decisione di accelerare sull’etichettatura di origine obbligatoria anche per la pasta e per il riso di fronte alle incertezze comunitarie si realizza un passo determinante nella direzione della trasparenza dell’informazione ai consumatori in una situazione in cui però ancora 1/4 della spesa degli italiani resta anonimo”. È quanto afferma il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo, in occasione del Pasta Day organizzato alla scadenza dei 180 giorni per l’entrata in vigore dei due decreti interministeriali sull’ indicazione dell’origine obbligatoria del riso e del grano per la pasta in etichetta pubblicati sulla Gazzetta ufficiale. Moncalvo sottolinea che l’Ue obbliga l’etichettatura per la carne fresca, ma non per quella trasformata in salumi, per la frutta fresca, ma non per i succhi. Per questo l’Italia “ha il dovere di fare da apripista nelle politiche alimentari comunitarie”. L’iniziativa dell’Italia ha spinto la Commissione europea – sottolinea la Coldiretti – ad avviare con quattro anni di ritardo una consultazione pubblica sulle modalità di indicazione dell’origine in etichetta come previsto dal regolamento europeo sulle informazioni ai consumatori n.1169/2011, entrato in vigore nel dicembre 2013. Italia, Francia, Portogallo, Grecia, Finlandia, Lituania e Romania hanno adottato decreti nazionali per disciplinare l’obbligo di indicazione dell’origine per diversi alimenti; ora, prosegue Moncalvo, “le prossime battaglie per il Made in Italy riguardano l’obbligo di indicare in etichetta l’origine della frutta utilizzata nelle bevande e quello della carne impiegata nei salumi”. L’obbligo di indicare in etichetta l’origine è una battaglia storica di Coldiretti che con la raccolta di un milione di firme alla legge di iniziativa popolare ha portato all’approvazione della legge n.204 del 3 agosto 2004. A livello comunitario – continua la Coldiretti – il percorso di trasparenza è iniziato dalla carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 è d’obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell’ortofrutta fresca. Dal primo gennaio 2004 c’è il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto.

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