Avvenire: la prima pagina di domani 14 febbraio. 9 milioni di donne vittime di molestie, Vaticano-Cina, inizio della Quaresima

“Avvenire” sceglie di aprire la sua prima pagina con la ricerca choc dell’Istat, secondo la quale le molestie sul posto di lavoro in Italia sono frequentissime e 9 milioni di donne sono state vittime di comportamenti inappropriati nella loro vita. L’editoriale è dello storico Agostino Giovagnoli, che si concentra sui nuovi rapporti Vaticano-Cina: “Dopo decenni di sofferta immobilità o di lenti miglioramenti, la situazione della Chiesa in Cina sta cambiando rapidamente. Stiamo assistendo a una svolta storica, che, indirettamente, si rifletterà sull’intera Chiesa cattolica e, per certi versi, anche sugli equilibri internazionali. Era inevitabile che si scatenasse una battaglia mediatica per contrastarla ed è quanto sta avvenendo con il coinvolgimento della grande stampa internazionale. Come si permette la Chiesa cattolica di aprire un dialogo con la più grande potenza non occidentale – e per giunta comunista – con cui potrebbe scoppiare se non una Terza guerra mondiale almeno una nuova guerra fredda?”. L’inizio della Quaresima è sottolineato da due commenti. Uno è a firma del teologo Pierangelo Sequeri: “La profezia del raffreddamento dell’amore, alla quale si riferisce papa Francesco commentando il tempo presente nel suo Messaggio per introdurci alla Quaresima che per il rito romano inizia oggi, è una parola piuttosto forte di Gesù: ‘Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti; per il dilagare dell’iniquità, si raffredderà l’amore di molti’. Tutti gli affetti del mondo sono a rischio quando l’amore di Dio e del prossimo sono calpestati: comprati e venduti, umiliati e offesi, torturati a morte e gettati nella spazzatura della storia”. Il secondo è a firma del sacerdote portoghese Tolentino Mendonça, che terrà gli esercizi spirituali al Papa: “Per vocazione e missione mi sono ritrovato, nei miei venticinque anni di vita sacerdotale, a operare pastoralmente nell’ambito del pensiero e della cultura. Se c’è un luogo in cui la Chiesa assomiglia a un ospedale da campo – per riprendere l’immagine più che opportuna di papa Francesco –, è precisamente questo, dove le domande sono esigenti e continue, le ricerche di senso sono intense, talvolta estreme, nella loro vulnerabilità, e la fame di Dio è, sì, latente, ma anche nascosta sotto un dolore umano non sempre confessato, un grande vuoto, tanta sofferenza, in conflitto e in solitudine nel modo di confrontarsi con la vita o con la fede”.

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