Papa Francesco: no al bullismo nelle scuole, “facilita il mondo della schiavitù e della tratta”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Quando i Paesi sono in preda a povertà estrema, violenza e corruzione, l’economia, il quadro normativo e le infrastrutture di base sono inefficienti e non riescono a garantire sicurezza, beni e diritti essenziali”. Lo ha detto il Papa, che nell’udienza ai partecipanti alla Giornata contro la tratta ha spiegato come “in tali contesti, gli autori di questi crimini agiscono impunemente. Si infilano nella società che ha tanti problemi di povertà estrema e agiscono impunemente. La criminalità organizzata e il traffico illegale di droghe e di esseri umani scelgono le prede tra le persone che oggi hanno scarsi mezzi di sussistenza e ancor meno speranze per il domani. È una grande parte della società che è in questa situazione, e i criminali vanno lì a prendere, a ingannare”. “L’educazione e il lavoro”: sono questi, per Francesco, gli antidoti alla tratta di esseri umani. “Pensate alla fine dell’Ottocento, al Piemonte, a don Bosco”, l’esempio scelto dal Papa a braccio: “Aveva visto i ragazzi sulla strada senza educazione, senza lavoro. Ha fatto gli oratori, le scuole, ha insegnato i mestieri per dare loro lavoro. Questa è la strada: l’educazione”. “L’educazione è oggi il nome della pace”, ha proseguito Francesco sempre fuori testo: “Educazione è anche il nome dello sviluppo. Mai bambini senza educazione, questo è il primo passo. Altrimenti, saranno schiavi”. No, allora, alla “cultura dello scarto”, ma anche al bullismo, “l’aggressività contro quello che considero disprezzabile e scartabile”. “Nelle vostre scuole”, con il bullismo “comincia il male”, il grido d’allarme del Papa ancora a braccio: “Questa aggressività che uccide è alla base di tutti questi problemi. Noi respiriamo quest’aria, si capisce che si facilita con questo il mondo della schiavitù, della tratta”.

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