Papa Francesco: Angelus, “se vuoi, puoi purificarmi!”. No a “egoismo, superbia, corruzione”

“Nessuna malattia è causa di impurità: la malattia certamente coinvolge tutta la persona, ma in nessun modo intacca o impedisce il suo rapporto con Dio”. A ricordarlo, nella Giornata mondiale del malato, è stato il Papa, che durante l’Angelus di ieri – al quale secondo la Gendarmeria vaticana hanno partecipato 30mila persone – in cui ha ricordato che “una persona malata può essere ancora più unita a Dio”. “Invece il peccato, quello sì che ci rende impuri!”, ha ammonito Francesco: “L’egoismo, la superbia, l’entrare nel mondo della corruzione, queste sono malattie del cuore da cui c’è bisogno di essere purificati, rivolgendosi a Gesù come il lebbroso: ‘Se vuoi, puoi purificarmi!’”. “Facciamo un attimo di silenzio – la proposta a braccio ai 30mila in piazza San Pietro – e ognuno di noi – tutti voi, io, tutti – può pensare al suo cuore, guardare dentro di sé, e vedere le proprie impurità, i propri peccati. E ognuno di noi, in silenzio, ma con la voce del cuore dire a Gesù: ‘Se vuoi, puoi purificarmi’. Lo facciamo tutti in silenzio. ‘Se vuoi, puoi purificarmi’. ‘Se vuoi, puoi purificarmi’. E ogni volta che ci accostiamo al sacramento della Riconciliazione con cuore pentito, il Signore ripete anche a noi: ‘Lo voglio, sii purificato!’”. “Quanta gioia c’è in questo!”, ha assicurato il Papa: “Così la lebbra del peccato scompare, ritorniamo a vivere con gioia la nostra relazione filiale con Dio e siamo riammessi pienamente nella comunità”.

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