Papa Francesco: a Sinodo greco-melkita, servono “pastori poveri, non attaccati al denaro e al lusso”

Pastori “poveri”, non attaccati al denaro e al lusso, che non si accontentano di rimanere “a bassa quota” e sanno “rianimare” il loro popolo. Questo, in sintesi, l’identikit del vescovo tracciato dal Papa, ricevendo in udienza i membri del Sinodo greco-melkita. Riferendosi alla loro ultima assise sinodale, svoltasi in Libano nei primi giorni del mese, Francesco l’ha definita “un momento fondamentale, di cammino comune, durante il quale patriarca e vescovi sono chiamati a prendere decisioni importanti per il bene dei fedeli, anche attraverso l’elezione dei nuovi vescovi, di pastori che siano testimoni del Risorto”. “Pastori che, come fece il Signore con i suoi discepoli, rianimino i cuori dei fedeli, stando loro vicini, consolandoli, scendendo verso di loro e verso i loro bisogni”, ha specificato il Papa: “Pastori che, al tempo stesso, li accompagnino verso l’alto, a cercare le cose di lassù, dov’è Cristo, non quelle della terra”. “Abbiamo tanto bisogno di pastori che abbraccino la vita con l’ampiezza del cuore di Dio, senza adagiarsi nelle soddisfazioni terrene, senza accontentarsi di mandare avanti quello che già c’è, ma puntando sempre in alto”, ha esclamato Francesco: “Pastori portatori dell’Alto, liberi dalla tentazione di mantenersi ‘a bassa quota’, svincolati dalle misure ristrette di una vita tiepida e abitudinaria; pastori poveri, non attaccati al denaro e al lusso, in mezzo a un popolo povero che soffre; annunciatori coerenti della speranza pasquale, in perenne cammino con i fratelli e le sorelle”. “Mentre sono lieto di accordare l’assenso pontificio ai vescovi da voi eletti, vorrei poter toccare con mano la grandezza di questi orizzonti”, l’auspicio del Papa.

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