Iraq: Msf, “non dimenticare i bisogni medico-umanitari”

“Non dimenticare i bisogni medico-umanitari urgenti delle decine di migliaia di persone che oggi sono ancora intrappolate o sfollate a causa del conflitto”. A chiederlo, nel giorno in cui in Kuwait si apre la Conferenza internazionale per la ricostruzione dell’Iraq, che discuterà progetti ad ampia scala e lungo termine per il futuro del Paese, è Medici senza frontiere che in una nota ricorda che “il conflitto in Iraq ha avuto un impatto disastroso sul sistema sanitario”. “Dopo anni di conflitto e intensi combattimenti – afferma Carla Brooijmans, responsabile dei programmi di Msf in Iraq – intere comunità in tutto il Paese non hanno accesso a cure mediche essenziali. Tante strutture sanitarie oggi si trovano sotto cumuli di macerie. Ci sono spesso gravi mancanze nella disponibilità di farmaci e attrezzature mediche e molti operatori sanitari non ricevono più lo stipendio”. “C’è un bisogno reale di ricostruire le infrastrutture sanitarie in Iraq, ma è fondamentale non dimenticare gli attuali bisogni umanitari e medici acuti per le persone che sono ancora intrappolate o sfollate dal conflitto. Un’assistenza umanitaria costante – spiega la responsabile – è urgentemente necessaria in tutto il Paese, anche per le decine di migliaia di persone che hanno dovuto lasciare le loro case e non sono in grado di ritornarvi”. Msf lavora in Iraq nei governatorati di Erbil, Diyala, Ninewa, Kirkuk, Salaheddin, Anbar e Baghdad, offrendo assistenza medica neutrale, imparziale e indipendente senza accettare fondi da nessun governo o agenzia internazionale per i propri programmi in Iraq, affidandosi unicamente alle donazioni dei privati da tutto il mondo per portare avanti il proprio lavoro nel paese.

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