Elezioni: mons. Oliva (Locri-Gerace), “non sostenere candidati coinvolti in affari di mafia e di corruzione”

“Il futuro della nostra terra è nelle nostre disponibilità: non accettiamo per favore quanto ci spetta per diritto!”. A scriverlo, in un messaggio indirizzato ai fedeli della diocesi, è mons. Francesco Oliva, vescovo di Locri-Gerace. “Non rinunciamo né svendiamo il diritto di voto, che è un diritto civico, di dignità, di concreta partecipazione alla costruzione della città”, osserva Oliva, sottolineando, fra gli altri, il rischio del “disinteresse e il disimpegno da ogni forma di partecipazione civile e democratica”. Per mons. Oliva, “disertare l’impegno politico significa volere il male di se stessi e della comunità, con la conseguenza di favorire le cosche e il malaffare: chi vuole che la politica non funzioni, lascia campo libero alla mafia e alla corruzione”. Questi “sono virus che attaccano prima la Società e poi la Politica: entrambi creano sfiducia nel cittadino, favoriscono la morte del territorio e la crisi del sistema democratico”, annota il vescovo.
Invece – la certezza – “la Politica è da prendere sul serio”, perché grazie ad essa “si costruisce il bene di tutti e di ciascuno, la vita della Comunità, il futuro delle famiglie e dei giovani, la cura del creato, la dignità delle persone”. “La Politica – aggiunge il vescovo – deve stare lontana dagli interessi estranei e non deve piegarsi alle logiche mafiose, che tutto fanno, tranne che perseguire il bene della Comunità”. “Votare – conclude Oliva – è esprimere il senso del proprio appartenere ad una Comunità civile. È interessarsi, prendere a cuore, informarsi. Non sarebbe un segno di responsabilità e partecipazione alla crescita sociale e civile del Paese sostenere candidati che si sono serviti delle istituzioni o che sono stati coinvolti in affari di mafia e di corruzione”.

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