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70° miracolo di Lourdes: mons. Brouwet (Tarbes-Lourdes), “è la parte emersa di un oceano di grazie che accadono qui”

“Accogliamo questa notizia con gioia. Il miracolo è il segno che il Signore è ancora all’opera nella nostra vita, nella Chiesa, nelle nostre comunità. Un miracolo è come la parte emersa di un oceano di grazie che accadono a Lourdes. Al di là di questo miracolo, c’è tutto un lavoro che il Signore fa nei nostri cuori, nei cuori dei fedeli”. Sono le prime parole pronunciate dal vescovo di Tarbes e Lourdes, monsignor Nicolas Brouwet, raggiunto telefonicamente dal Sir per commentare la notizia del riconoscimento ufficiale della guarigione di una religiosa. Si tratta di suor Bernadette Moriau, affetta da molti anni da una grave paralisi. Il suo è il 70° miracolo avvenuto a Lourdes. “Non c’è una logica ma una saggezza del Signore”, dice il vescovo di Lourdes, rispondendo alla domanda come mai il Signore abbia scelto proprio lei per fare un miracolo e non qualcun altro. “Ha scelto quella persona – spiega mons. Brouwet – per dare un segno alla Chiesa. Questa suora non aveva chiesto di guarire ma aveva invocato una conversione del cuore, nel suo pellegrinaggio. Un po’ come nel Vangelo: Gesù non guarisce tutti ma alcuni per manifestare al mondo che la potenza della Salvezza è all’opera nell’umanità. Non guarisce tutti ma dà un segno ad alcuni nel miracolo per esprimere la sua presenza e il suo desiderio di salvezza non soltanto per il corpo ma per la persona intera”. La notizia di una guarigione avvenuta nel santuario di Lourdes può suscitare in alcuni la speranza di ricevere un miracolo “a tutti i costi”? “Sì, può accadere”, ammette il vescovo. “Ma credo che siano veramente poche le persone che arrivano qui per chiedere il miracolo di una guarigione. Vedo soprattutto persone che vengono a Lourdes per pregare ed essere rafforzate nella loro fede. Nei malati che arrivano a Lourdes, noi vediamo prima di tutto la gioia di vivere con gli altri, di essere circondati dall’amore, dalla tenerezza, dall’ascolto e dal dialogo. La malattia spesso viene vissuta in solitudine. Il vero miracolo di Lourdes non è la guarigione ma è l’amore degli altri ed è questo sguardo nuovo con il quale si accoglie la debolezza dell’altro, che può cambiare i cuori e le nostre società”.

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