Panama: i vescovi in difesa della famiglia. Allarme su corruzione e squilibri crescenti

L’attesa per la Gmg, a poco meno di un anno dall’arrivo del Papa e dei giovani di tutto il mondo, la difesa della famiglia naturale e la lotta alla corruzione sono i tre punti salienti del lungo messaggio diffuso ieri al paese dalla Conferenza episcopale panamense (Cep) e firmato dal presidente monsignor José Domingo Ulloa Mendieta e da tutti gli altri vescovi del paese centroamericano.
I vescovi fanno notare che “la Gmg offre un’opportunità speciale per dare ai giovani il posto che si meritano. Siamo coscienti che nessun progetto politico, sociale, economico e religioso può realizzarsi senza il protagonismo dei giovani”. Nel messaggio si sottolinea che, in quanto paese organizzatore, Panama potrà contare su una folta delegazione di giovani alla Gmg del gennaio 2019 e si esprime l’auspicio che essi provengano soprattutto dalle periferie geografiche ed esistenziali del paese.
L’analisi dei vescovi di Panama sulla realtà sociale e politica del paese parte dalla difesa del matrimonio e della famiglia: la recente opinione consultiva della Corte interamericana dei diritti umani (Cidh) per la Costa Rica, nella quale si chiedeva l’introduzione del matrimonio omosessuale, ha avuto l’effetto di accendere il dibattito anche nella confinante Panama, con alcune dichiarazioni delle autorità governative. Il comunicato parla di “un settore minoritario che pretende di imporre alla grande maggioranza le unioni di persone dello stesso sesso” e definisce questa aspirazione uno “pseudo diritto” spinto da “organismi internazionali promotori dell’ideologia di genere”.
Parole forti vengono usate dall’episcopato panamense a proposito della corruzione e la giustizia: “Tutta l’America Latina soffre una decadenza a livello politico, aggravata dal fenomeno dei paradisi fiscali, dall’emergenza carceraria e dalla mancanza di garanzie per i servizi sanitari”, scrivono i vescovi, che chiedono poi che sia possibile celebrare processi celeri e giusti, senza che le accuse cadano in prescrizione. Infine, la Conferenza episcopale chiede che i cittadini siano maggiormente ascoltati e che le scelte politiche siano prese in vista del bene comune. Il documento, inoltre, fa notare che l’economia liberale di mercato, applicata anche a Panama, continua a produrre eccessivi squilibri, a danno dei più poveri, per i quali “il costo della vita si fa sempre più insopportabile”.

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