Chiese Orientali: card. Sandri ai maroniti, “guardare alla roccia che è Cristo”

Un appello a “riconoscere la vostra origine per cercare di vivere al meglio la vocazione alla quale il Signore nel suo disegno provvidenziale vi ha chiamati, nel Libano e nel mondo” è stato rivolto ieri sera dal card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, al termine di una celebrazione in rito siro-antiocheno maronita presieduta, presso la chiesa del Pontificio Collegio Maronita, da mons. Francois Eid, procuratore del Patriarca di Antiochia dei Maroniti presso la Santa Sede, per la Solennità dei San Maroun, patrono e fondatore della Chiesa maronita. “Essere Chiesa maronita, comunità di pietre vive – ha detto il card. Sandri nel suo discorso – ci chiede quest’oggi, nella festa del santo fondatore Mar Maroun, di guardare come ci ha invitato a fare il profeta Isaia ‘alla roccia da cui siamo stati tagliati’. L’esperienza di quel santo monaco ha generato un intero popolo e ne ha segnato la storia, della cui autenticità dovete andare fieri. La forza di Mar Maroun è stata anzitutto il desiderio di appoggiare la propria esistenza sulla Roccia che è Cristo”, ha aggiunto il prefetto che ha poi ricordato l’Assemblea generale del Sinodo dei vescovi sul tema dei giovani. “Interroghiamoci – ha ricordato – come Chiesa maronita su quanto stiamo trasmettendo alle giovani generazioni, sulla nostra capacità di una testimonianza genuina del Vangelo di Gesù a ciascuno di loro, nell’accompagnare il loro discernimento vocazionale verso il matrimonio cristiano o la vita consacrata”. Dal cardinale è giunto anche un riconoscimento all’opera dei maroniti nell’ambito dell’educazione e dell’istruzione: “Penso con riconoscenza alle molte scuole, di ogni ordine e grado, che vedono impegnati un gran numero di sacerdoti, religiosi, religiose e laici. La qualità e l’eccellenza della formazione – ha rilevato il card. Sandri – costituiscono senz’altro un lasciapassare per il futuro dei giovani, anche di quelli che sono accolti temporaneamente per via della guerra, ma esso sarà tanto più solido quanto affiancato da figure autentiche di adulti nella fede e nella maturità umana. In questo modo coltiveremo persone generose che sapranno mettersi a disposizione della crescita e del bene comune del loro Paese, la cui stabilità e prosperità è tanto preziosa, soprattutto pensando alla garanzia della sopravvivenza della bimillenaria presenza cristiana nella regione”. Il 16 febbraio prossimo Papa Francesco riceverà in udienza i Superiori, gli alunni e il personale del Collegio Maronita.

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