50° Sant’Egidio: card. Parolin (Santa Sede), “la via della compassione è la strada da percorrere”

Roma, 10 febraio 2018. Il card. Pietro Parolin preside la Messa in occasione del 50° anniversario della fondazione della Comuunità di Sant'Egidio

“La via della compassione insegnata e praticata da Gesù è stata e dovrà essere sempre più la strada da percorrere dalla Comunità”. Lo ha detto, questo pomeriggio, il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, durante l’omelia della celebrazione eucaristica che ha presieduto nella basilica romana di San Giovanni in Laterano gremita di fedeli, in occasione dei 50 anni dalla fondazione della Comunità di Sant’Egidio. “Alla luce della compassione, anche le nostre braccia, talvolta pigre e inermi, raggiungono e stringono chi è separato”, ha aggiunto il porporato che ha osservato come “la compassione e la passione non sono disgiunte dalla pazienza, che è capacità di lavorare nella fede e nell’attesa”. Proprio come si fa nella Comunità: “Non vi siete fermati di fronte al muro di quello che poteva apparire impossibile”. E in tal modo è stato possibile realizzare “il miracolo di un incontro senza confini – ha constatato il cardinale -, nelle varie periferie del mondo” per ricomporre “la famiglia umana oltre le sue lacerazioni”. Così “quando avete guardato al sogno di un mondo in pace non avete accettato gli abissi ereditati dal passato” e “il sogno è cominciato a diventare realtà nel servizio quotidiano ai poveri”, proseguendo poi nell’“impegno per la pace” e nella “lotta alla guerra”, “madre di tutte le povertà”. Ad ascoltare le parole del segretario di Stato, in prima fila, da una parte, il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, e il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, dall’altra il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo, e il fondatore, Andrea Riccardi. Il card. Parolin ha poi rivolto alla Comunità l’invito a “non smettere di tornare alla Parola di Dio”. “L’ascolto quotidiano della Parola, dalla bella basilica di Santa Maria in Trastevere a ogni angolo di Roma e del mondo, è stato il filo rosso della vostra storia”. “Liberare dalla segregazione e dalla solitudine, inserendo nel circuito della vita, è quello che fate da quando, giovani studenti, avete affrontato con passione le borgate romane, oltrepassando tante barriere”, ha aggiunto il cardinale durante la Messa, concelebrata assieme a numerosi vescovi, tra cui il vicario del Papa per la diocesi di Roma, mons. Angelo De Donatis. “Nella periferia, avete comunicato la Parola di Dio, avete nutrito folle di affamati di dignità e solidarietà ed essi sono divenuti vostri fratelli privilegiati”, perché “nessuno è escluso davanti a Dio”. E oggi “questa storia continua in Europa, Africa, Asia, nelle Americhe”. Infine, un riferimento all’impegno per i “feriti della guerra e della miseria: rifugiati e emigrati”, grazie “ai corridoi umanitari per i profughi, dalla Siria e dal Corno d’Africa”.

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