Sessualità: card. Betori (Firenze), “no a logica della protezione strumentale di facile accesso perché gratuita”

“L’esercizio responsabile della libertà è il frutto di un processo formativo che percorre l’intera esistenza della persona e che ha un passaggio decisivo nell’età giovanile. La formazione di una coscienza responsabile deve essere una cura primaria delle agenzie educative e dell’intera società”. Lo ha detto l’arcivescovo di Firenze, il card. Giuseppe Betori, nell’omelia della messa che ha celebrato stamani, nella solennità dell’Immacolata concezione di Maria, nella cattedrale di Santa Maria del Fiore. Quelle auspicate dal porporato sono “soluzioni in cui possa esprimersi il naturale desiderio di miglioramento dei giovani” e “non proposte al ribasso”, che “non educhino ad affrontare con coraggio le sfide che la vita porrà loro di fronte”. Il riferimento è alla “drammatica diffusione di malattie infettive legate principalmente a un uso incontrollato della sessualità”. “Si pensa di intervenire non con campagne educative che promuovano comportamenti sessuali coscienziosi, favorendo cioè la stabilità e la fedeltà delle relazioni, bensì affidandosi alla logica della protezione strumentale, resa di facile accesso perché gratuita, che di fatto incentiva la promiscuità e i rapporti a rischio”. Il porporato ha, quindi, affermato che “problematiche di questo genere vanno affrontate sotto il profilo di una scelta che, per essere davvero libera, deve essere informata e formata”. “Se, invece, alla fine il messaggio che passa è una soluzione facile, che si affida all’uso di strumenti e all’assenza di costi, ciò che resta in ombra è la persona, con le sue implicazioni affettive, psicologiche ed etiche”.

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