Corruzione: Libera, “il 23% degli italiani intervistati non denuncia perché la ritiene normale”

Solo il 20% dei 10mila italiani intervistati crede che sia importante votare cittadini onesti come candidati politici per combattere la corruzione. Il 23% non la denuncia perché ritiene l’essere corrotti un fatto normale. È quanto emerge dal focus sulla percezione e presenza della corruzione nel Paese presentato da Libera, in occasione della Giornata internazionale contro la corruzione, che si celebra il 9 dicembre. “Se al Sud solo l’8% degli intervistati ritiene la corruzione poco diffusa o totalmente assente, la percentuale diventa del 34% nel Nord Est”, si legge nel report. Circa il 30 per cento degli intervistati da LiberaIdee ha incontrato in prima persona o tramite conoscenti richieste indebite di tangenti o altri favori, percentuale che lievita al 40% nelle regioni del Sud, dove è quasi doppia rispetto al Nord-est. Libera presenta anche una prima mappa regionale della percezione e presenza della corruzione. “Nel Trentino e Friuli Venezia Giulia la corruzione sembra invisibile: un intervistato su due in Trentino ritiene la corruzione poco diffusa o totalmente assente, percentuale che diventa del 43% per il Friuli Venezia Giulia. Di riflesso una percentuale da prefisso telefonico caratterizza le risposte degli intervistati siciliani: solo il 2,5% pensa che la corruzione sia poco diffusa o pressoché assente, stessa percentuale per gli intervistati nel Lazio”. La Campania, invece, è la principale regione dove gli episodi di corruzione non vengono denunciati perché per il 37,85% degli intervistati vengono ritenuti un fatto normale. Guardando ai rapporti con la politica, circa il 60% dei giovani al di sotto dei 25 anni ritiene corrotti i propri governanti nazionali, percentuale che decresce nella fasce d’età superiori fino a dimezzarsi per gli over 65.

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