Rapporto Censis: l’Italia deve molto all’Europa in termini economici ma gli italiani non lo pensano

“Oggi solo il 43% degli italiani pensa che l’appartenenza all’Ue abbia giovato all’Italia, contro una media europea del 68%: siamo all’ultimo posto in Europa, addirittura dietro la Grecia della troika e il Regno Unito della Brexit”. Lo rileva il 52° Rapporto annuale del Censis, presentato oggi a Roma. Eppure il nostro Paese deve molto, in termini economici, all’appartenenza all’Unione europea. Il Rapporto cita tre esempi: le esportazioni, il turismo e l’innovazione. Rispetto al 2010, nell’economia italiana “solo l’export è cresciuto (+26,2%)” e “le imprese esportatrici sono oggi 217.431 (8.431 in più rispetto al 2012)”. Tutto ciò “si svolge per la gran parte dentro l’Europa (il 55,6% del valore dell’export)”. Nel settore del turismo “su 90,6 milioni di viaggiatori stranieri entrati in Italia nel 2017, ben 63,3 milioni (il 69,9% del totale) provenivano da Paesi europei”. Per quanto riguarda l’innovazione, a fronte di una riduzione della spesa pubblica per la ricerca (da 10 miliardi di euro nel 2008 si è passati a poco di più di 8,5 nel 2017), il Censis sottolinea che la nostra “unica chance” per poter competere “è una maggiore integrazione nei processi che si realizzano a livello comunitario” come Horizon 2020. Nel programma 2014-2020, l’Italia ha già ricevuto 2,8 miliardi ed è il quinto Paese per finanziamenti ricevuti. Il Rapporto osserva, inoltre, che “nei Paesi in cui è elevata la fiducia nell’Ue e contemporaneamente è positivo il giudizio sulla situazione del proprio Paese si è registrata una forte risalita post-crisi”. Al contrario “nel gruppo di Paesi in cui la fiducia nell’Europa è bassa, anche il giudizio sulla situazione interna è negativo: tra questi figura l’Italia, insieme a Francia, Regno Unito, Spagna e Grecia”.

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