Presepe: mons. Moraglia, “farlo può essere l’occasione per un esame di coscienza”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Fare il presepe può essere l’occasione per fare un esame di coscienza”. Mons. Francesco Moraglia, patriarca di Venezia, ha risposto così alle domande dei giornalisti durante il “Meeting point” svoltosi oggi in sala stampa vaticana in occasione dell’inaugurazione del presepe e dell’albero in piazza San Pietro, che saranno visibili per romani e turisti a partire da questo pomeriggio. Interpellato sulla presa di posizione di un prete di strada di Padova, don Luca Favarin, che ha invitato quest’anno a non fare il presepe, per rispetto dei poveri e dei rifugiati, Moraglia l’ha definita “una provocazione”. “Ma non tutte le provocazioni sono inutili”, ha aggiunto: “Fare il presepe nelle nostre case può essere l’occasione per un esame di coscienza sulla capacità della nostra società di essere inclusiva, accogliente, capace di generare solidarietà”. A proposito di “Sand Nativity”, il primo presepe di sabbia ad essere allestito in piazza San Pietro, Moraglia ne ha sintetizzato così il messaggio: “La fragilità può essere salvata”. Un messaggio, questo, secondo il patriarca, “più che mai attuale oggi: per noi cristiani il presepe è il luogo della fede, per chi non è cristiano può essere il luogo dell’accoglienza della fragilità”. Mons. Giuseppe Pellegrini, vescovo di Concordia-Pordenone, la diocesi da cui proviene l’abete rosso che campeggia in piazza San Pietro, ha sottolineato che “accostare insieme l’albero e il presepe è uno dei modi più belli che caratterizzano la nostra Natività oggi. L’albero è da sempre un segno di vita, di forza, anche nei nostri tempi. Quando viene illuminato, è il segno della luce di Cristo che viene portata a tutti gli uomini vincendo il male, la sofferenza, la morte”. Quello proveniente dalle foreste del Candiglio, ha fatto notare il presule riferendosi agli episodi di maltempo che circa un mese fa hanno flagellato la zona, provocando danni devastanti e anche alcuni morti, “è un abete sopravvissuto, anche se era stato già destinato ad essere offerto al Santo Padre. Ci dimostra che oltre alla sofferenza, al dolore, c’è sempre anche il bene”. Dopo le feste natalizie, lasciata piazza San Pietro, l’albero si trasformerà in giocattoli per i bambini poveri, ha annunciato Pellegrini.

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